Associazioni, genitori e docenti protestano con i fischietti. L’appello al Comune: “Basta improvvisazione”

“Giù le mani dalla scuola”: è questo il coro che ha accompagnato la manifestazione organizzata da Nova Como a Palazzo Cernezzi in concomitanza con il consiglio comunale. Al centro il nuovo piano scuole per il 2027/2028. La protesta delle famiglie, “armate” di fischietti, striscioni e fiori colorati, ha invaso il Comune di Como, ma l’amministrazione tira dritto. A spiegare il perché della protesta e a rimarcare l’appello rivolto all’amministrazione Rapinese sono gli organizzatori, Vincenzo Falanga e Teresa Minniti, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’associazione culturale Nova Como.

Protesta con i fischietti che richiama quella organizzata nel 2014 dallo stesso Rapinese contro la giunta Lucini. E non è di certo la prima volta che la politica, al di là dei colori, si fa sentire in Comune con famiglie e docenti. Era già successo un anno fa, quando le polemiche riguardavano soprattutto la primaria Corridoni e quella di Ponte Chiasso (ora chiusa), oltre all’infanzia di via Salita Cappuccini (che per il momento è rimasta aperta). Con il nuovo piano, si torna a discutere della scuola elementare di via Sinigaglia, ma non solo. Torna l’infanzia Carluccio di via Volta e si aggiungono le polemiche per l’infanzia di via Amoretti a Monte Olimpino, che dovrebbe trasferirsi nella struttura di via Don Luigi Monza a Ponte Chiasso. A fare il punto sono i rispettivi presidenti del consiglio d’istituto, Simone Molteni (Como Borgovico) e Mirko Grisoni (Como Nord).

Contrari al nuovo piano scuole anche insegnanti e genitori, che chiedono semplicemente un tavolo di confronto con l’amministrazione comunale. Tra loro Silvia Malanchin, docente dell’istituto comprensivo Como Centro e referente dell’infanzia di via Zezio, destinata – stando al nuovo piano scuole – a entrare a far parte dell’istituto comprensivo Como Lago.