Como, chiusura dell’asilo “Carluccio”. Le maestre al sindaco: “Non siamo solo numeri e costi”

“La scuola non può essere valutata soltanto attraverso il numero degli iscritti, attraverso gli spazi che occupa o attraverso un bilancio economico. La scuola non è un costo da ridurre, è un investimento da proteggere”.

Partendo da queste considerazioni – che vengono sostenute da più parti e ormai da tempo – la referente di plesso della scuola dell’Infanzia “Carluccio” di Como, Maria Grazia Bozzi, torna a rivolgersi al Comune. Lo fa attraverso una lettera dal titolo eloquente: “Presidio socio-educativo nel cuore della città” firmata dalle docenti e dalla collaboratrice scolastica e diffusa nelle scorse ore. Il punto di partenza è l’approvazione, durante l’ultima seduta del consiglio comunale, del piano di ridimensionamento delle scuole. Un piano che torna a chiedere lo stop delle attività alla primaria “Corridoni” di via Sinigaglia – temporaneamente salvata dal Consiglio di Stato – e dello storico asilo “Carluccio” di via Volta già inserito nella riorganizzazione voluta dall’amministrazione due anni fa e poi rimasto aperto dopo le proteste di famiglie, personale e comitati. Mentre il sindaco Alessandro Rapinese continua a sostenere con forza le sue scelte ribadendo il concetto “Meglio meno scuole ma messe a norma”, le comunità scolastiche portano avanti con altrettanta convinzione le proprie ragioni. “Investire nelle qualità della scuola dell’Infanzia significa investire nel futuro della società” scrive Bozzi rimarcando i capisaldi del lavoro educativo: dagli spazi adeguati ai bambini alla presenza stabile degli insegnanti che conoscono i loro percorsi, le loro fragilità e le loro potenzialità. In poche parole: relazioni, esperienze, competenze, continuità e inclusione.

Quindi il nuovo appello che è insieme una nuova richiesta di dialogo: “Crediamo – si legge nella lettera – che prima di prendere decisioni sul futuro della ‘Carluccio’ sia necessario ascoltare chi quella scuola la vive ogni giorno: i bambini, le famiglie, gli insegnanti e tutto il personale scolastico. Perché dietro una scuola non ci sono soltanto muri e numeri, ci sono persone, relazioni, c’è un progetto educativo. C’è una comunità”.

Il nuovo piano per l’anno 2027/2028, alla riannunciata chiusura della “Corridoni” e della “Carluccio” vede sommarsi le polemiche per l’infanzia di via Amoretti a Monte Olimpino, che dovrebbe trasferirsi totalmente nella struttura di via Don Luigi Monza a Ponte Chiasso. La riorganizzazione appena votata nell’aula di Palazzo Cernezzi prevede anche l’accorpamento degli Istituti comprensivi che da 8 diventeranno 5.