Asilo di Salita Cappuccini, nuovo ricorso contro la chiusura. I genitori si affidano al Consiglio di Stato

Scuole di Como, nuovo ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del Comune, questa volta per la chiusura dell’infanzia di via Salita Cappuccini. La riorganizzazione della rete scolastica cittadina non smette di far discutere e ora comincia un nuovo braccio di ferro legale tra famiglie e Palazzo Cernezzi. Al centro, questa volta, l’infanzia Como Sole di via Salita Cappuccini. Asilo che, lo ricordiamo, quest’anno avrebbe dovuto chiudere, come stabilito dal Tar, che aveva respinto il ricorso dei genitori e, di fatto, aveva dato ragione al Comune di Como. Comune che però, lo scorso luglio, ha deciso comunque di lasciar proseguire le attività dell’istituto, che a inizio settembre è tornato ad accogliere i bambini. Una riapertura temporanea, vale la pena precisarlo, motivata esclusivamente dal fatto che i lavori di adeguamento alla primaria Vacchi – quella destinata ad accogliere i piccoli alunni di via Salita Cappuccini – non sono mai partiti. Lavori in ritardo, spiegava il Comune, “in ragione del contenzioso instauratosi innanzi al giudice amministrativo”. Le attività didattiche sono quindi riprese regolarmente nella scuola di Salita Cappuccini, dove proseguiranno fino a nuova e diversa comunicazione del Comune.

Ci vorrà ancora del tempo, quindi, prima di trasferire bambini e maestre in via Montelungo, ma intanto i genitori – contrari alla chiusura – hanno deciso di impugnare la decisione del Tar. È l’ennesimo contenzioso sulle scuole cittadine che il Comune si trova ad affrontare.

Infanzia di via Salita Cappuccini, le voci di scuola e famiglie

“Abbiamo deciso di presentare ricorso al Consiglio di Stato perché crediamo nel valore e nella qualità di quella scuola, che è punto di riferimento per il quartiere. Riteniamo che alcuni elementi siano stati valutati superficialmente e faremo di tutto per salvarla”. A dirlo è Francesco Rizzi, coordinatore del gruppo spontaneo genitori di Salita Cappuccini e Montelungo. Per sostenere le spese del nuovo ricorso è già stata rilanciata la raccolta fondi avviata nei mesi scorsi dal comitato Como a Misura di Famiglia. “Il Comune di Como – ricorda ancora Rizzi – stimava meno di 60 bambini per l’anno scolastico 2026/2027, invece siamo in 67, con 29 nuove iscrizioni. È una scuola viva e attrattiva – commenta – capace di rispondere ai bisogni del quartiere”. Le famiglie si dicono contrarie anche per una questione logistica e didattica, trattandosi inoltre di due ordini scolastici diversi. “Senza interventi ingenti, onerosi e impegnativi alla primaria Vacchi – commentano i genitori – il trasferimento dei bambini per noi famiglie non è tecnicamente sostenibile”. La scuola elementare di via Montelungo, sostiene ancora Rizzi, non presenta aule libere. “Si tratta piuttosto – precisa – di laboratori, aule di sostegno, aule di musica, informatica e scienza. Continuiamo a difendere la scuola progettata dal compianto architetto Di Salvo. Sono due scuole – conclude – ma una sola comunità“.

“Siamo dispiaciuti per l’ultima sentenza del Tar, speriamo che questo ricorso possa avere seguito”, è il commento di Andrea Ballerini, presidente del consiglio d’istituto Como Lora-Lipomo, destinato – tra l’altro – a essere accorpato a quello di Albate, dando vita all’istituto comprensivo Como Valbasca. “Non siamo contrari a prescindere – commenta Ballerini – ma ci piacerebbe avere una maggiore pianificazione e un cronoprogramma. Ci piacerebbe anche capire nel concreto quali cambiamenti comporta l’unione di diversi istituti comprensivi e il motivo per cui da 8 si ridurranno a 5“. È quanto emerso, spiega Ballerini, in occasione del consiglio d’istituto convocato lunedì scorso.

E ora occhi puntati sul consiglio provinciale in programma giovedì 8 ottobre. Tra i temi all’ordine del giorno anche l’organizzazione della rete scolastica per il 2027/2028, un passaggio che – in caso di approvazione – potrebbe rendere sempre più concreto il nuovo piano pensato da Palazzo Cernezzi.