“Entro il 2029, le province di Como e Lecco rischiano di perdere oltre 14 mila persone in età lavorativa. Già oggi nel Comasco il 54,5% dei profili ricercati dalle imprese risulta introvabile per mancanza di candidati. Servono servizi. Senza case, trasporti e scuola un’economia solida e una forte domanda di lavoro non bastano più per convincere le persone a vivere e a restare sul territorio”.
È l’allarme lanciato da UIL Lario, UILFP Lario Brianza e UIL Scuola Como, che mettono al centro del dibattito l’attrattività reale del territorio lariano. “La risposta passa inevitabilmente dal rafforzamento dei servizi pubblici, precondizione per lo sviluppo economico – l’analisi del sindacato – Ma si assiste a un paradosso: per rendere Como attrattiva servono sanità, scuola e amministrazioni efficienti, ma a loro volta questi settori faticano ad attrarre e trattenere il personale”.
La difficoltà a reperire personale nel settore sanitario è evidente da tempo. Nell’ultimo concorso per 170 infermieri a tempo indeterminato, le assunzioni si sono fermate a 40. Per i 45 posti da infermiere di famiglia e comunità, i reclutati sono stati appena 10. “Per un infermiere, un insegnante o un dipendente pubblico che decide di trasferirsi, le criticità quotidiane diventano spesso insormontabili – riflette la Uil – La ricerca di un’abitazione è in molti casi un ostacolo insuperabile. Trasporti e infrastrutture carenti pesano sulla quotidianità. L’offerta scolastica e la rete dei servizi alla persona rappresentano la condizione indispensabile per permettere alle famiglie di integrarsi stabilmente”.
“Non possiamo cercare infermieri, insegnanti e personale pubblico senza chiederci dove potranno vivere e come potranno muoversi”, commentano Dario Esposito, coordinatore Uil Lombardia Lario, Massimo Coppia, segretario generale Uil funzione pubblica Lario e Brianza e Gerardo Salvo, segretario generale Uil Scuola Como. “Casa, mobilità, sanità, scuola e pubblica amministrazione non sono dossier separati, ma aspetti che si incrociano ogni giorno nella vita delle persone – aggiungono – Nei prossimi anni la competizione tra territori si giocherà sulla capacità di trattenere il capitale umano. Como parte da una posizione di forza, ma la misura del successo non sarà solo quanti posti di lavoro verranno offerti, bensì quante persone verranno messe nelle condizioni di scegliere di restare”.


