Caro carburanti, autotrasportatori in ginocchio: “Perdite inquantificabili e primi tagli al personale”

“Se nei mesi scorsi registravamo perdite intorno al 30%, oggi non riusciamo nemmeno più a quantificarle. La situazione è ingestibile e insostenibile”. E’ la denuncia degli autotrasportatori che arriva dal presidente Fita di Cna Lombardia Nord-Ovest, Pietro Cipolla, che aggiunge: “C’è chi sta riducendo il personale e chi preferisce non fare il trasporto piuttosto che farlo in perdita”. Niente taglio delle accise, price cap saltati e i prezzi dei carburanti – è noto – sono tornati a salire. Ogni automobilista vede la differenza, fa i conti e cerca – come può – di contenere le spese, ma chi lavora nel settore del trasporto merci sta vivendo uno dei momenti peggiori dall’inizio della crisi in Medio Oriente.  
 

“Con il gasolio che viaggia su una media di 2,25 euro al litro siamo in ginocchio” sottolinea Cipolla che, attraverso i numeri, spiega la situazione. “Considerando un mezzo con un serbatoio da 500 litri, il pieno ai prezzi attuali sale a 1.125 euro – dice facendo un esempio pratico – quando qualche mese fa abbiamo iniziato a protestare il costo era di 1,86 euro al litro e per un rifornimento totale spendevamo 930 euro, parliamo di circa 200 euro in più. Io 500 litri li consumo ogni tre giorni, in un mese, per un solo mezzo, vado quindi a spendere 1.500 euro in più”. Insomma la mazzata è evidente anche a chi non è del settore e a soffrire di più sono le medie imprese. “Le grandi aziende che hanno accordi contrattuali diversi in qualche modo hanno un rientro, per i piccoli sta diventando insostenibile” conferma il presidente Fita di Cna Lombardia Nord-Ovest punto di riferimento per le aziende e gli artigiani delle province di Como, Varese, Lecco e Monza Brianza.
 

Mentre si prende atto delle difficoltà si valutano anche le prossime azioni. Fermare il trasporto merci significa fermare il Paese e avere ricadute in ogni campo: dagli scaffali del supermercato ai ricambi nelle aziende, ne sono consapevoli gli autotrasportatori. “Fino ad ora di risposte dal governo ne abbiamo avute poche – sottolinea Cipolla – Come associazioni ci stiamo muovendo con un piano di richieste, la più urgente sarebbe almeno il riconoscimento automatico dell’aumento del gasolio”.  

Nell’attesa, come detto, arrivano i primi licenziamenti. “La riduzione di personale sebbene ancora non quantificata, è una realtà e al momento non si vede un’inversione di rotta” conclude l’esponente dell’associazione.