Intelligenza artificiale, nasce la Carta regionale. Fermi: “Opportunità per piccole e medie imprese”

Una legge e risorse economiche per sostenere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale in Lombardia. Il consiglio regionale ha approvato la legge ‘Disposizioni in materia di ricerca, innovazione e intelligenza artificiale per lo sviluppo sostenibile’ che rinnova il proprio quadro normativo in materia di ricerca, innovazione e nuove tecnologie. Il testo aggiorna la legge regionale 29/2016 per rispondere alle sfide della transizione digitale, ponendo l’intelligenza artificiale al centro della crescita economica, della competitività d’impresa, del miglioramento dei servizi pubblici e della qualità della vita dei cittadini.
Il provvedimento promuove un modello di IA etico e sicuro. Tra le novità principali, l’istituzione della Carta regionale per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, un documento aperto a università, centri di ricerca, imprese e istituzioni per indirizzare l’uso dell’AI nei settori produttivi, sanitari e amministrativi. Nuova anche l’introduzione del Comitato scientifico per la ricerca e l’innovazione che svolgerà funzioni consultive, propositive e informative.
“Con questa legge – ha dichiarato l’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi – vogliamo accompagnare i grandi cambiamenti in atto nello sviluppo tecnologico, mettendo a disposizione anche risorse del Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) per rendere fattivo ciò che abbiamo voluto inserire in queste nuove disposizioni. L’obiettivo è quello di sfruttare in maniera virtuosa le nuove possibilità che si aprono grazie all’innovazione, facendo in modo che possano migliorare la vita di cittadini e imprese. L’intelligenza artificiale in particolare rappresenta una rivoluzione epocale per il nostro sistema economico e sociale. Attraverso strumenti concreti come la Carta regionale e la nuova governance coordinata con il mondo accademico e produttivo, ma anche attraverso i Fondi europei – ha concluso l’assessore Fermi – mettiamo le nostre imprese e i nostri centri di ricerca nelle condizioni di competere ai massimi livelli europei”.