Ciliegi di via XX Settembre, tutto da rifare: il Tar accoglie il ricorso del Comune

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Ciliegi di via XX Settembre, tutto da rifare. Accolto il ricorso del Comune contro la decisione presa dalla Soprintendenza lo scorso febbraio, che di fatto aveva rivisto il suo iniziale via libera, bloccando il taglio delle piante voluto invece da Palazzo Cernezzi per tutelare il valore identitario degli alberi. Ora però si riparte da capo e la Soprintendenza dovrà riaprire il tavolo con la città, coinvolgendo anche il Comune.

Al di là degli aspetti tecnici e della diatriba che ruota attorno alla data di piantumazione dei ciliegi, simbolo di rinascita dalla guerra per i residenti ma per il Comune piantati solamente nel 1957, per il momento resta una certezza: il Tar ha dato ragione all’amministrazione Rapinese, perché – in estrema sintesi – l’Ente di tutela del paesaggio non l’aveva coinvolta nell’iter che ha portato allo stop al taglio. Il provvedimento precedente è quindi annullato, il ricorso di Palazzo Cernezzi viene accolto e la Soprintendenza dovrà “riavviare il procedimento, a cui dovrà partecipare il Comune di Como”.

In sostanza, non si entra nel merito della questione, ma il nodo ruota attorno al mancato coinvolgimento del Comune in fase di revisione dell’autorizzazione. Inoltre, si legge nei documenti del tribunale di Milano, Regione Lombardia “si è limitata ad allestire un tavolo di confronto” (che il Comune aveva disertato), senza che un tavolo tecnico sostituisca il procedimento amministrativo.

Respinte invece le contestazioni del Comune legate al valore storico e identitario dei ciliegi e alla data della loro piantumazione, in quanto – si legge ancora nella sentenza – la Soprintendenza ha “ampia discrezionalità” per le “valutazioni di carattere storico e culturale”. Tutto da rifare, quindi, e intanto resta da capire quale sarà il futuro dei ciliegi. Per il momento è tutto in standby e il destino delle piante di via XX Settembre resta nelle mani della Soprintendenza. Una volta riavviato l’iter e adeguatamente coinvolto il Comune, la decisione finale spetterà comunque all’Ente che tutela il paesaggio.

“Il Tar ha riconosciuto un vizio di forma – scrivono Teresa Minniti, Giorgia Merlini e Sergio Gaddi, da sempre in prima linea in difesa dei ciliegi – La Soprintendenza non ha coinvolto il Comune secondo l’iter previsto dalla legge. Questo vizio non incide sul merito della vicenda perché sul valore dei ciliegi e sulla loro tutela la sentenza nulla dice. Resta paradossale che il sindaco Rapinese, che ha fatto del non dialogo la propria cifra politica, oggi si dica vittima della mancanza di confronto – aggiungono – Ora la Soprintendenza faccia le convocazioni di rito e si chiuda questa triste vicenda”.