Sicurezza e futuro del Monte Goi, l’appello dei cittadini: “Abbiamo paura, servono interventi rapidi”

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Residenti che vivono nella paura ogni volta che le piogge si fanno abbondanti e chiedono a gran voce di intervenire tempestivamente per mettere in sicurezza l’area del Monte Goi e della Valbasca, mettendo da parte le lungaggini burocratiche e tutelando i quartieri comaschi di Lora, Muggiò e Albate, e chi lì vive tutti i giorni. È quanto emerso nel corso della serata dedicata al Monte Goi, organizzata dal Pd alla Cascina Massée.

La paura dopo l’incendio, cittadini e politici chiedono interventi rapidi e concreti. L’incontro del Pd ad Albate

Parla di “rischio idrogeologico evidente” Francesco Finizio, segretario del circolo Pd di Como Albate, che quel territorio lo conosce bene. Dopo l’alluvione del 2023, 6000 alberi caduti e ancora da rimuovere, e 70mila euro di lavori per liberare una parte dei sentieri, restano da utilizzare i 440mila euro ottenuti in Regione dal consigliere comasco Angelo Orsenigo. Fondi destinati in realtà alla riqualificazione dell’area dopo il nubifragio di tre estati fa. Lavori (legati al secondo lotto del progetto) che sarebbero dovuti partire proprio in questo mese, ma il programma è stato inevitabilmente stravolto dall’incendio di agosto. Fondi che però restano a disposizione e che ora, hanno sottolineato gli esponenti dem nel corso della serata, potrebbero essere reindirizzati e usati quindi per mettere in sicurezza la zona dopo l’incendio. Cittadini, associazioni e politici chiedono in primis interventi di pulizia e la posa di apposite reti di protezione. Fondamentale agire con interventi rapidi e concreti, è stato ribadito durante l’incontro, “ora siamo in piena emergenza – commenta Finizio – in termini di prevenzione è stato fatto poco e nulla e adesso non si può più aspettare”. Presente per l’occasione anche l’agronomo Angelo Vavassori, che ha sottolineato proprio l’importanza di prevenire.

Particolare attenzione per la zona sovrastante via Oltrecolle, dove – in sintesi – ci sono tanti massi e poche piante, quindi – in caso di piogge abbondanti – il materiale scende a valle, come successo a metà settembre, quando diverse proprietà in via Palazzetto e via Zambon erano state invase dal fango.

Nonostante l’invito, dal Comune di Como non si è presentato nessuno. Era presente invece la rappresentate con delega al verde del Comune di Lipomo, Giancarla Bianchi. Presente anche il direttore del Parco Regionale Spina Verde, Vittorio Terza, che ha fatto il punto sugli interventi già realizzati e su quelli in programma. A fine settembre, infatti, è stato messo agli atti l’avvio di nuovi lavori, che prevedono interventi di esbosco (quindi rimozione di alberi caduti), di riassesto idrogeologico dei versanti e di miglioramento della viabilità forestale. Lavori contro il dissesto idrogeologico e di messa in sicurezza che, da cronoprogramma dureranno più di 200 giorni.

Da Regione 7 milioni di euro: critico Orsenigo

Spazio anche all’investimento da 7 milioni di euro pensato da Regione Lombardia. Critico Orsenigo, presente ieri sera ad Albate, in particolare per la possibile realizzazione di una strada che – da sola – costerebbe 2 milioni e che potrebbe deturpare il territorio, la flora e la sua fauna. Lo stesso consigliere regionale ha poi ribadito la necessità di accelerare i tempi, superando le normali procedure burocratiche, per garantire la sicurezza ai cittadini che vivono nei quartieri ai piedi del Monte Goi. “Un amministratore pubblico degno di questo nome deve fare tutto ciò che è in suo potere per tutelare i suoi cittadini”, dicono dal gruppo comasco del Pd.

Nel corso della serata ampio spazio proprio alla cittadinanza. I residenti sono intervenuti per riportare la loro testimonianza e confermare i pericoli della zona. Fondamentale anche la presenza delle associazioni che avevano già portato la situazione davanti ai tavoli competenti di Comune, Regione e Spina Verde. Presente Luca Gaffuri, già consigliere regionale dem e storico residente di Albate.