Tesoro di Como, Rapinese contro i sindacati: “Situazione comica”. La replica: “Vive nel multiverso”

Prima era il Ministero, poi gli interventi di messa in sicurezza, ora invece sono le telecamere e intanto la mostra delle monete è destinata a slittare, ancora. Sarebbe dovuto essere un regalo di Natale, poi di primavera e ora non si aprirà finché non si risolverà la vertenza sindacale. Non appena Palazzo Cernezzi avrà le risposte che aspetta, spiega il sindaco, la pratica sarà avviata e sarà seguito tutto l’iter necessario. Intanto però i rapporti con i sindacati si fanno sempre più tesi.

Tesoro di Como, Rapinese contro i sindacati. A stretto giro la replica

“Non posso negare l’evidenza di una situazione assurda – commenta ancora il primo cittadino – L’amministrazione comunale è costretta a sottostare a questa follia”. Spazio poi al cronogramma, che tuttavia ancora non si conosce. I tempi quindi restano incerti, ma il sindaco in diretta a Etg+ Sindaco si sbilancia e lancia qualche frecciatina.

La replica dei sindacati non è tardata ad arrivare. “Esiste un universo parallelo, un vero “multiverso” politico, cioè quello raccontato dal sindaco Rapinese, dove le norme diventano opinioni e chi chiede il rispetto della legge viene accusato di “fare le comiche””, scrivono in una nota i sindacalisti. Per Rapinese, si legge, “la mancata esposizione delle monete ritrovate sotto l’ex Teatro Cressoni sarebbe colpa dei sindacati che “non firmano”. Nella realtà, invece, esiste una legge precisa: l’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori stabilisce che impianti di videosorveglianza dai quali possa derivare anche indirettamente il controllo dei dipendenti possono essere installati solo previo accordo con la Rsu o autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro. Nessuno mette in discussione la sicurezza dei reperti. Ma la sicurezza non cancella i diritti dei lavoratori e non autorizza scorciatoie”.

“Fa sorridere sentir dire che “i sindacati seri erano quelli degli anni Settanta”, perché proprio le lotte sindacali di quegli anni hanno portato alla conquista dello Statuto dei Lavoratori e delle tutele che ancora oggi qualcuno sembra considerare un fastidio burocratico anziché una legge dello Stato”, replicano i sindacalisti alle parole dette dal sindaco a Etv. E ancora: “Affermare che “con i sindacati non vale la pena parlare” rappresenta un fatto grave e irrispettoso verso chi rappresenta ogni giorno lavoratrici e lavoratori del Comune di Como”. “Nel multiverso del sindaco – concludono – le responsabilità ricadono sempre sugli altri. Nel mondo reale, invece, i ritardi organizzativi e gli accordi presentati all’ultimo minuto non possono essere scaricati sui lavoratori e sulle loro rappresentanze. La sicurezza dei reperti e la dignità del lavoro possono convivere – concludono i sindacati comaschi – Basta rispettare la legge. E basta raccontare favole da multiverso”.