E’ stato il più grave incidente nucleare civile della storia, con una nube radioattiva che colpì l’Europa. Il 26 aprile 1986, l’esplosione del reattore n. 4 di Chernobyl. Ticino, San Gallo e Turgovia furono i territori più interessati in Svizzera a causa delle piogge registrate all’inizio di maggio 1986, che causarono la deposizione di Cesio-137 al suolo. Anche la provincia di Como fu tra quelle con valori più alti.
In occasione dell’anniversario, il Dipartimento della sanità e della socialità ticinese ha tracciato un bilancio della situazione della radioattività nel Cantone e sull’evoluzione dei sistemi di sorveglianza.
A distanza di 40 anni, grazie in particolare al decadimento fisico, la contaminazione si è ridotta di oltre la metà, attestandosi a un livello di sottofondo: attualmente, del cesio depositato nel 1986 ne rimane circa il 40%.
Dal 1986 a oggi è stato spiegato – l’organizzazione delle misurazioni in Svizzera ha compiuto progressi straordinari, riuscendo a creare una rete di misura e d’allarme precisa, capillare e automatizzata. Parallelamente, grazie a tecnologie avanzate e ai modelli meteorologici evoluti di MeteoSvizzera, è diventato possibile produrre previsioni precise sulla dispersione di eventuali nubi radioattive e realizzare simulazioni quantitative a supporto delle decisioni per la tutela della popolazione.
Il ruolo del Canton Ticino
L’attività di controllo è stata incessante dal 1986 ad oggi. Un focus particolare è dedicato ai funghi commestibili selvatici, eccellenti indicatori ambientali. L’analisi di 791 campioni raccolti in tutti i distretti ha confermato una diminuzione significativa del tenore di Cesio-137 negli ultimi 40 anni. A oggi praticamente tutti i funghi edibili mostrano concentrazioni quasi sempre inferiori ai limiti fissati dall’Ordinanza Chernobyl. Anche i monitoraggi su erba, terra e latte confermano che il trasferimento della radioattività nella catena alimentare è oggi da considerarsi trascurabile.
“La gravità di Chernobyl ci ha permesso di costruire un sistema di protezione e controllo d’avanguardia”, è stato spiegato durante la conferenza stampa. “Oggi possiamo garantire alla popolazione un rilevamento precoce e il consumo di derrate alimentari assolutamente sicure”.



