Indennizzo Trenord: 42 linee in due mesi. Orsenigo (PD): “Mai così male. Asso-Milano la peggiore”

17 linee di Trenord su 42 a febbraio 2026 danno diritto all’indennizzo agli abbonati. Erano state 25 a gennaio, valori ben più alti rispetto a tutto il 2025. E la provincia di Como non brilla anzi detiene il primato della linea peggiore in assoluto, la Asso-Seveso-Milano (9 le volte che ha dato diritto all’indennizzo ai suoi pendolari da gennaio 2025 a febbraio 2026), seguita dalla Mariano/Camnago-Seveso-Milano (6 volte), Lecco-Molteno-Como (4), Como-Saronno-Milano (3), Chiasso-Como-Monza-Milano (3).

“Sono numeri allarmanti, se si tiene conto che l’indennizzo, a differenza del bonus, cancellato dalla Regione a inizio 2024, prende in considerazione i ritardi sopra i 15 minuti, mentre lo standard di riferimento è ai 5 minuti – commenta Angelo Orsenigo, consigliere regionale comasco del Pd – Nella comunicazione ufficiale, Trenord cita gli scioperi come causa principale; una spiegazione che non ci soddisfa per niente”.

“Sono dati che segnano un inizio 2026 disastroso per i pendolari e gli utenti di Trenord – aggiunge – Evidentemente qualcosa non sta funzionando e non basta additare gli scioperi che, comunque, si sono risolti in una o due giornate. Il problema – spiega il consigliere dem – è persistente e l’assessore ai Trasporti Franco Lucente deve spiegare che cosa sta succedendo. Chiediamo che assessore e azienda vengano in Commissione Trasporti a illustrare tutti i dati e magari a spiegare come mai dal sito di Trenord siano sparite le tabelle relative a ritardi e soppressioni delle singole linee”. Quindi una considerazione finale: “Fa sorridere che le comunicazioni alla stampa di Trenord facciano sempre riferimento al presunto miglioramento del tasso di puntualità, peraltro ben al di sotto della media nazionale, quando i dati degli indennizzi poi sono questi. Serve chiarezza”, conclude Orsenigo.

Secondo i dati elaborati dal Gruppo regionale del Pd, basati sulle comunicazioni ufficiali di Trenord, tra gennaio 2025 e febbraio 2026, nell’arco quindi di 14 mesi, sono state in totale 113 le linee critiche, andate a indennizzo. Il diritto – vale la pena precisarlo – scatta quando più del 10% dei treni di una linea, nell’arco di un mese, è soppresso o arriva a destinazione con un ritardo superiore a 15 minuti.