Socco, la scuola più frequentata rischia di chiudere. I genitori contro il Comune

La scuola “Rodari” di Socco rischia di chiudere. È l’ultima di una serie di battaglie che in provincia di Como si combattono attorno ai plessi scolastici, spinti alla chiusura dal calo demografico che svuota le aule da anni. A Fino Mornasco un comitato cittadino ha già raccolto 830 firme contro il provvedimento, previsto dal prossimo settembre. Solo a Como città le classi sono già calate di 8 unità, e le proiezioni comunali indicano che nel prossimo anno scolastico oltre un terzo dei posti nelle primarie resterà vuoto.

Il Comune di Fino Mornasco giustifica la scelta con il calo demografico e i costi insostenibili di 3 elementari aperte. A settembre a Valle Mulini si formerà un’unica prima con soltanto 15 bambini. Il comitato però non ci sta. Contesta prima di tutto che si chiuda il plesso più frequentato, la “Rodari” con 99 alunni, a favore di quello più piccolo con 63. Poi che la chiusura non sia mai stata formalizzata in un atto ufficiale, e che alcune famiglie si siano ritrovate nel sistema del ministero già spostate senza averlo mai chiesto, una procedura dichiarata irregolare. Il comitato accusa infine l’amministrazione di aver investito, a loro dire, 300.000 euro del Pnrr in un campo sportivo per Valle Mulini invece di adeguare la “Rodari”.

Fuori dall’edificio di via Indipendenza i muri sono già tappezzati di cartelloni fatti degli studenti. “L’istruzione è un diritto”, “la scuola è vita, famiglia e comunità”, “la scuola di Socco è il nostro cuore”. Il comitato chiede intanto la sospensione immediata del provvedimento e l’attivazione della prima classe a settembre, ed è pronto a seguire la strada già percorsa da altri genitori in provincia. Infatti A Como città il sindaco Rapinese porta avanti un piano di riduzione dei plessi per concentrare le risorse sugli edifici più adeguati alle norme. Non tutte le chiusure sono però andate in porto. La primaria di via Perti è rimasta aperta dopo che le famiglie hanno vinto il ricorso al Tar. Più complessa è invece la vicenda della storica scuola Corridoni di via Sinigaglia. Il Comune vorrebbe demolirla per costruire al suo posto un parcheggio, ma le famiglie hanno fatto ricorso e la battaglia legale è ancora aperta.