Il futuro della scuola primaria “Rodari” di Socco continua a essere al centro del dibattito a Fino Mornasco. Dopo le proteste del comitato cittadino, il sindaco Roberto Fornasiero ha chiarito la posizione dell’amministrazione, definendo la chiusura del plesso una decisione necessaria dettata da criteri oggettivi e non da una volontà politica di penalizzare la frazione.
Il calo demografico e il nodo delle iscrizioni
Il punto di partenza dell’amministrazione comunale è un dato numerico che Fornasiero definisce inequivocabile e per certi versi drammatico. Il sindaco ha sottolineato come nell’arco di soli otto anni le nascite nel comune si siano praticamente dimezzate, passando da una media di 120 bambini l’anno a poco più di 60. Questa contrazione della popolazione scolastica ha avuto un impatto immediato sulle iscrizioni: alla chiusura dei termini, il numero dei nuovi alunni non era sufficiente per mantenere le quattro classi prime storiche del paese.
Di fronte alla necessità di scendere a tre classi, l’istituto comprensivo, in accordo con il Comune, ha dovuto individuare i plessi più idonei per accogliere i bambini. Fornasiero ha ribadito che, nonostante la speranza iniziale di poter preservare la Rodari, i dati hanno imposto un accorpamento nei plessi di Fino Centro e Valle Mulini. In merito alle polemiche sulla comunicazione alle famiglie, il primo cittadino ha precisato che la dirigenza scolastica ha informato i genitori durante incontri ufficiali a cui ha partecipato anche l’amministrazione, smentendo l’idea di spostamenti avvenuti nel silenzio istituzionale.
Sicurezza e gestione dei finanziamenti pubblici
La scelta di sacrificare proprio la Rodari è stata guidata anche da valutazioni tecniche sullo stato degli edifici. Fornasiero ha descritto la scuola di Socco come la struttura più antiquata del territorio, ferma a un ampliamento di oltre cinquant’anni fa e caratterizzata da barriere architettoniche che rendono la maggior parte delle aule difficilmente accessibili al secondo piano. Inoltre, la mancata conformità alle moderne norme antincendio richiederebbe investimenti massicci che l’ente pubblico non ritiene sostenibili a fronte di una popolazione scolastica così ridotta.
Il sindaco ha inoltre chiarito la questione dei fondi Pnrr, rispondendo a chi accusava il Comune di non aver richiesto finanziamenti per la Rodari. Fornasiero ha spiegato che i contributi ottenuti — oltre dieci milioni di euro per la demolizione e ricostruzione delle medie e un milione per l’asilo nido — erano legati a bandi con destinazioni d’uso rigidamente definite. Non esisteva, in quel frangente, una linea di finanziamento specifica per le scuole primarie che potesse coprire la ristrutturazione integrale necessaria per il plesso di Socco.
Il futuro sociale della frazione e il trasporto gratuito
Per venire incontro alle famiglie coinvolte dallo spostamento d’ufficio, l’amministrazione ha deciso di attivare un servizio di trasporto scolastico completamente gratuito verso la scuola di Valle Mulini. Fornasiero ha inoltre rassicurato i residenti sul fatto che la Rodari non chiuderà i battenti dall’oggi al domani, poiché gli alunni che hanno già iniziato il percorso potranno completare il ciclo di studi quinquennale nella sede attuale.
Riguardo al timore che Socco perda la propria identità, il sindaco ha ricordato che la frazione resta servita da parchi, palestre, polo civico e farmacia. L’obiettivo per l’edificio scolastico non è l’abbandono, ma una rigenerazione partecipata. L’amministrazione intende infatti trasformare gli spazi in un luogo di aggregazione sociale, magari rivolto alla popolazione anziana o alle associazioni locali. Su questo fronte, Fornasiero ha lanciato un invito diretto ai cittadini, sottolineando che il progetto non dovrà essere calato dall’alto, ma costruito insieme alla comunità di Socco per trasformare un momento di passaggio in una nuova opportunità per il territorio.fosse la comunità stessa di Socco a proporre all’amministrazione cosa farne».


