Dibattito sul nuovo stadio, tutto esaurito in biblioteca. “Chiediamo un confronto e un progetto equilibrato”

Incontro biblioteca stadio

“Tutto esaurito” come al Sinigaglia per le partite di cartello del Como. La biblioteca cittadina ieri sera ha faticato a contenere le persone che hanno voluto seguire dal vivo l’incontro “Il Sinigaglia che vogliamo”, proposto dal Comitato Tutela Zona Stadio. Una serata alla quale hanno preso parte numerosi tifosi della squadra lariana, in cui il confronto – quando è stato aperto il dibattito dopo gli interventi dei relatori – è stato in qualche momento acceso ma senza tensioni. Una lunga assemblea, con la chiusura dopo oltre due ore con al centro dell’attenzione la questione del nuovo stadio e del progetto di completa ristrutturazione del Como 1907.

I relatori hanno ribadito le loro posizioni in quello che è stato un incontro in cui avevano di fronte molte persone contrarie rispetto alle loro posizioni. Assenti il sindaco Alessandro Rapinese e gli esponenti della società calcistica biancoblù, una presenza che gli organizzatori avrebbero volentieri gradito.

Il discorso di base non era un “no” al nuovo stadio, ma la richiesta di un confronto costruttivo “Concordiamo con la richiesta di una ristrutturazione ma chiediamo che il progetto sia equilibrato e utile con le esigenze di tutti i cittadini” ha tenuto a sottolineare Mirella Quattrone, portavoce del comitato.  L’ex presidente dell’Ordine degli Architetti, Michele Pierpaoli, dopo aver riassunto la storia dello stadio e della zona del Quartiere Razionalista ha spiegato che va tutelato uno degli “spazi pubblici più originali del ‘900” e ha invitato tutti a riflettere sul fatto che “si rischia di approvare un progetto senza conoscere l’impatto reale sulla città” e ha chiuso spiegando che il progetto “è una trasformazione urbana complessa che richiede equilibrio”.

L’avvocato Veronica Dini si è occupata di portare avanti il ricorso contro la delibera che ha assunto le conclusioni della conferenza dei servizi relativa al nuovo impianto. “Ci sono molte criticità, a partire dal piano economico finanziario – ha affermato – ma è mancato un confronto, il progetto è stato praticamente nascosto. Il nostro ricorso è stato presentato ora, e non più avanti, perché riteniamo che ci siano i margini per correggere il tiro”.

Elisabetta Patelli (Europa Verde) ha avuto parole di stima sia per Mirwan Suwarso, presidente del Como, per le sue capacità manageriali, sia per i tifosi e la loro passione. Ha però voluto puntualizzare: “Il progetto proposto è un elefante in una cristalleria. Si trova in una area particolare, unica al mondo. Non sono contraria a una ristrutturazione che però deve portare anche a un miglioramento della vita dei cittadini. Va trovato un equilibrio tra le legittime ambizioni delle società e gli interessi della città sul fronte di sostenibilità ambientale e sociale”.

 Il presidente del Consiglio d’Istituto Como Borgovico,  Simone Molteni, ha ribadito la contrarietà alla chiusura della scuola Corridoni, destinata a diventare un autosilo, ha spiegato che si tratta di un istituto ad alto tasso di frequentazione, che non risente dell’inverno demografico e si è detto dispiaciuto per la “mancanza di un dibattito pubblico” e non ha nascosto la preoccupazione per il fatto che “il lungolago possa diventare una fascia ad uso esclusivo per turisti stranieri molto ricchi, a discapito dei comaschi”.