Sospetti casi di ebola, due comaschi in isolamento al Sacco in attesa dei test

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Due comaschi da poche ore rientrati dall’Uganda sono in isolamento all’ospedale Sacco per sospetta ebola, la malattia che sta colpendo in modo grave alcuni Paesi dell’Africa. “Attendiamo l’esito dei test, ma al momento quella di un possibile contagio è ancora solo un’ipotesi che vogliamo accertare. Siamo più propensi a ipotizzare un caso di malaria”, ha spiegato l’assessore al Welfare Guido Bertolaso.
I pazienti prelevati poche ore fa dalle loro abitazioni e portati in isolamento al Sacco di Milano sono una 30enne e un 31enne residenti a Lurate Caccivio e Bulgarograsso. “Appartengono a due nuclei familiari diversi di persone che lavorano come cooperanti in Uganda. Sono rientrati da poche ore da una zona non lontana da Congo e Rwanda, dove sono rimasti tre mesi. La notte scorsa, hanno avuto sintomi che possono anche essere riconducibili all’ebola e abbiamo quindi attivato il protocollo”.
La 31enne è in condizioni più serie. “I sintomi in realtà fanno pensare più alla malaria, che aveva avuto anche la figlia prima di rientrare in Italia – ha spiegato Bertolaso -. Attendiamo a breve l’esito dei primi test. L’uomo portato al Sacco ha invece febbre non elevata e sintomi gastrointestinali lievi. I timori sono inferiori, ma dobbiamo comunque seguire la procedura prevista”.
I familiari dei due pazienti sono in isolamento fiduciario nelle loro abitazioni. Al momento non sono previsti altri interventi, in attesa dell’esito dei test.