Lurate Caccivio, housing sociale nell’ex casa parrocchiale di Castello

inaugurazione alloggio housing sociale

Prende nuova vita grazie ai fondi del Pnrr l’ex casa parrocchiale di Castello, frazione di Lurate Caccivio. Inaugurato l’alloggio housing sociale in via Vittorio Emanuele II. In mattinata la visita libera, poi i saluti del sindaco Serena Arrighi e del parroco, a cui sono seguiti gli interventi – tra gli altri – dell’architetto progettista, del direttore dei lavori e dell’ufficio tecnico per la descrizione dei lavori eseguiti.

L’inaugurazione dell’alloggio housing sociale a Castello, frazione di Lurate Caccivio

“Oggi non inauguriamo semplicemente degli spazi ristrutturati, ma una nuova possibilità per tante persone. Questo immobile, rimasto inutilizzato per molti anni, grazie ai fondi del Pnrr, alle risorse comunali e alla collaborazione della Comunità Pastorale, del Consorzio Servizi Sociali dell’Olgiatese ha ritrovato una vocazione profondamente solidaristica“, ha sottolineato il sindaco Arrighi. Saranno accolte fino a dieci persone in difficoltà, “offrendo loro – aggiunge il primo cittadino – non solo un tetto, ma dignità, sicurezza e l’opportunità di ricominciare”. “Non è un caso – conclude – che questa struttura sia dedicata a San Martino: il gesto della condivisione del mantello continua ancora oggi a parlarci di una comunità che non lascia indietro nessuno. Oggi non abbiamo inaugurato solo un immobile ristrutturato ma soprattutto un luogo di speranza“.

La chiusura del campo scuola Alpini

Oggi, inoltre, sempre a Lurate Caccivio, si è chiuso il campo scuola degli Alpini. “Questi giorni – commenta il sindaco – hanno rappresentato molto più di un semplice campo estivo. I ragazzi hanno vissuto un’esperienza di comunità, imparando il valore delle regole, del rispetto reciproco, della collaborazione e del servizio verso gli altri. Gli Alpini- ha sottolineato Arrighi – hanno trasmesso ai giovani i valori che li contraddistinguono da sempre: esserci quando serve, mettersi a disposizione degli altri, sentirsi parte di una comunità, servire più che apparire”.

Resterà il ricordo e l’entusiasmo dei momenti vissuti, ma anche “un insegnamento che accompagnerà questi ragazzi nel loro percorso di crescita”.