Tariffe “anti maranza”, una sorta di “selezione all’ingresso” per la piscina all’aperto di Casate. Mentre in città si discute sui costi per gli impianti sportivi in vista della gestione ai privati dal 2027, con le opposizioni che attaccano il Comune di Como, trapela un’indiscrezione che sarebbe emersa da recenti riunioni tra CSU, Como Servizi Urbani (dipendenti inclusi), che ha in gestione gli impianti sportivi, e la stessa amministrazione.
Per motivi di sicurezza si sta valutando l’ipotesi di un rialzo dei prezzi per evitare difficoltà che si sono registrate in passato. Insomma le tariffe popolari si sarebbero rivelate un “incentivo” per teste calde e persone che hanno dato problemi. Un ritocco verso l’alto dovrebbe portare a frenare un po’ questi accessi. E’ evidente però che il rincaro (che quasi certamente arriverà) peserebbe sulle tasche di tutti.
Intanto l’amministrazione precisa che le cifre trapelate in queste ore, sulla base delle tabelle pubblicate all’albo pretorio, sono esclusivamente un indirizzo per la futura gara, dovranno essere approvate e poi entreranno in vigore – così o ulteriormente ritoccate – soltanto con la nuova gestione.
La conferma arriva dal sindaco Alessandro Rapinese. Il documento all’albo pretorio è chiaro – dice – non sono tariffe definitive e non entrano in vigore ora sono solamente una base che dovevamo fornire in vista della prossima gestione. Il primo cittadino replica così a Svolta Civica e Pd che commentando le tabelle pubblicate con ingressi a tempo per le piscine di Casate (4 ore 7 euro per l’estivo), Sinigaglia (90 minuti per il nuoto libero a 8 euro) e il palaghiaccio avevano parlato di “ennesima mossa che esclude e non aiuta i cittadini”.



