Maturità 2026, al via con il tema di italiano. Gli studenti comaschi: “Tracce inaspettate, ma soddisfatti”

C’è chi si è cimentato con autori mai studiati prima, chi è rimasto soddisfatto, chi sorpreso. C’è chi ha preferito il testo argomentativo e chi invece quello di attualità. Ognuno affronta la maturità a moda suo, con un una buona dose di scaramanzia, con qualche ansia o con un po’ di spensieratezza. Quel che è certo è che la maturità non è soltanto un esame: è un momento che resta impresso.

Maturità 2026, si parte con la prima prova: le aspettative e le impressioni degli studenti comaschi

“È andata bene, sono soddisfatta anche se non mi aspettavo per niente queste tracce”, commenta una maturanda. “Nessun argomento in programma quest’anno – aggiunge un’altra studentessa – però tutte le tracce erano fattibili. Penso sia andata bene”. Sulla stessa linea una compagna di classe, che commenta: “È andata bene, mi aspettavo molto peggio”. Sono uscite “tracce un po’ particolari, con autori che non si affrontano durante l’anno, ma i temi erano ricorrenti. C’era di cui parlare”, ha sottolineato invece uno studente.

E così oggi i maturandi hanno rotto il ghiaccio, toto tracce prevedibilmente disattese e ora resta la tensione per quello che arriverà. A preoccupare, le voci lo confermano, è l’esame orale, al via dalla prossima settimana e con alcune novità.

Il ripasso, i genitori più agitati dei figli, i gruppi che impazzano di notifiche per avere un po’ di supporto emotivo, le notti in bianco e una grande quantità di caffè, i libri aperti fino a tardi anche se ormai in testa non entra più niente. Ma al di là del voto, della prestazione e dello studio, che certo è fondamentale, la maturità non è soltanto una prova da superare. È la fine di cinque anni, che racchiudono emozioni, sacrifici e speranze.

Sono stati anni belli e difficili, ma non mi pento di niente. Sono felice di aver fatto questo percorso”, commenta una studentessa. “È la fine di un percorso, ma anche l’inizio di uno nuovo. Sicuramente non lo dimenticheremo”, aggiunge un altro maturando. “Si chiude qui un percorso, ma me lo tengo molto stretto – sottolinea un’amica – Sono stati cinque anni che mi sono serviti tantissimo, anche come crescita personale. Però – conclude – è anche l’inizio di un nuovo capitolo, che affronterò portandomi dietro quello vecchio”.