Maturità 2026, anche oggi – per la seconda prova – la campanella è suonata alle 8.30. C’è chi affronta questa nuova sfida con grinta e poca tensione, almeno all’apparenza, e chi – invece – non nasconde l’agitazione. Se al Classico e al Linguistico si respira un cauto ottimismo, c’è sicuramente più preoccupazione tra gli studenti comaschi del liceo Scientifico.
Maturità 2026, la seconda prova soddisfa gli studenti del Classico ma non quelli dello Scientifico
“Tracce comprensibili e interessanti”, dice una studentessa del liceo linguistico Ciceri di Como. Più critiche le voci di chi frequenta il liceo Scientifico. “Poteva andare meglio, era più difficile di quanto ci aspettavamo”. “Pensavo meglio, mai avuto una media altissima in matematica, entro con poco ma l’importante è uscire”, aggiunge un compagno.
Soddisfatti i maturandi del liceo Classico. “Mi aspettavo Tacito o Seneca, argomenti più complessi, invece ho trovato abbastanza facile la versione. Direi che è andata bene”, commenta un maturando del Volta di Como. Sulla stessa linea una compagna di classe: “Sono contenta ci fosse Quintiliano, un argomento interessante. Un po’ di ansia sul momento c’era, però è andata“.
Superato lo scoglio dell’esame orale, si pensa all’estate
Manca soltanto il colloquio finale, poi sarà il momento di godersi l’estate e la spensieratezza degli anni più belli. A tutto il resto ci si penserà a settembre. C’è chi andrà all’università e chi non ha ancora le idee chiarissime. C’è chi ha già in programma l’immancabile viaggio di maturità, chi è pronto a partire per il Brasile con la famiglia, chi andrà a trovare i parenti nelle Marche, chi si sposterà in Puglia. Tra i maturandi c’è anche chi passerà l’estate a lavorare, chi andrà ad Amsterdam per studiare e chi ha prima altri obiettivi da raggiungere, come la patente. “Non vedo l’ora di finire. Quello che importa non è il voto di maturità, ma come sono andati questi 5 anni. Indipendentemente da come andrà, sono felice”, dice una studentessa del liceo Linguistico. “Il liceo è stato un percorso travagliato – commenta un maturando dello Scientifico – ma bellissimo per le esperienze vissute e le amicizie che sono nate. Sono molto contento del percorso che ho fatto”.
La maturità valuta un percorso, non la vita. Ma fa comunque paura, perché si chiude un capitolo. Una routine fatta di amicizie, di campanelle, di interrogazioni, di battibecchi, di corse e di ritardi, di lunghe vacanze e compiti estivi. Ma non è la fine del libro. Si apre ora per i maturandi un nuovo capitolo. Fatto di crescita, di nuove prove e nuovi incontri, di altri sacrifici e altre emozioni. La maturità è sì un addio, ma dentro ci sono mille vissuti. E ora che si è alla fine un po’ di nostalgia è concessa, certi però che un nuovo inizio è alle porte.


