Regione Lombardia ha gestito e concluso il 60,5% dei progetti finanziati dai fondi del Pnrr, per un totale di 1.564, mentre il 31,3% (809) a maggio era in fase di collaudo. In generale, di tutti i progetti presenti sul territorio lombardo, il 73,4% risulta concluso e il 6% è al collaudo. E il bilancio del raggiungimento degli obiettivi Pnrr in Lombardia con i dati riferiti al 16 maggio scorso. Sono oltre 23 i miliardi assegnati alla Regione dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Di questi, circa 3,3 miliardi sono stati utilizzati per 2.585 progetti gestiti direttamente. A queste risorse si aggiungono ulteriori 400 milioni previsti dal Piano Nazionale per gli investimenti complementari per altri 169 progetti.
La Lombardia si è concentrata su cinque missioni strategiche: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; transizione ecologica; inclusione e coesione; salute, RePowerEU, il progetto che sostiene la transizione verde e limita la dipendenza dell’Unione Europea dai combustibili fossili russi.
In provincia di Como, i principali progetti hanno riguardato l’acquisto di bus elettrici per il trasporto pubblico locale da parte del Comune di Como con oltre 6 milioni di euro, la digitalizzazione dell’ospedale Sant’Anna con un finanziamento di oltre 7 milioni di euro, l’adeguamento strutturale e impiantistico dell’ospedale di Comunità di Como per quasi 3 milioni e mezzo, l’adeguamento normativo delle vetrate con sostituzione dei serramenti e il rifacimento delle facciate dell’Istituto Jean Monnet di Mariano Comense per 2 milioni e 200mila euro.
“Sono interventi che in Lombardia – ha commentato il governatore, Attilio Fontana – hanno contribuito a mantenere competitivo il nostro sistema in una fase in cui le trasformazioni tecnologiche, demografiche e produttive richiedono una capacità di adattamento sempre più rapida. Proprio per questo – ha proseguito – non possiamo limitarci a considerarli come misure straordinarie legate alla durata del piano: occorre interrogarsi su come garantire continuità a ciò che ha funzionato, evitando che l’esaurimento delle risorse del Pnrr determini un arretramento delle politiche per il lavoro, la formazione e l’inclusione”.


