Una presa di posizione ferma e decisa, è quella che arriva dai medici lombardi e riguarda i colleghi no vax e si lega alla pandemia da Covid 19. “La FROMCeO Lombardia, Federazione Regionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri – si legge nella nota diffusa – esprime profonda preoccupazione e manifesta la propria ferma contrarietà all’approvazione, da parte della Commissione Affari Sociali della Camera dell’emendamento, a prima firma di Alice Buonguerrieri, nell’ambito dell’esame della Legge delega di riforma delle professioni sanitarie. La norma introduce infatti la possibilità di richiedere la reiscrizione agli Albi professionali per sanitari radiati in relazione a vicende connesse alla pandemia da Covid-19”.
Non si tratta di un reintegro automatico, si apre una finestra di due mesi dall’entrata in vigore della legge entro cui i sanitari radiati possono presentare istanza di reiscrizione ma soltanto nei casi in cui il ricorso risulti ancora pendente davanti alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie. Nel caso in cui la radiazione sia conseguenza di una condanna penale, la domanda potrà essere presentata solo dopo l’intervenuta riabilitazione.
Il comunicato, firmato dal presidente dell’ordine lombardo e comasco Gianluigi Spata e da Andrea Morandi, presidente della Componente Odontoiatrica, segue quello nazionale parla di «Un emendamento che mortifica il sacrificio dei medici lombardi e indebolisce il ruolo degli Ordini a tutela dei cittadini» e ribadisce come l’autonomia disciplinare degli Ordini professionali costituisca una garanzia per la tutela della salute pubblica. “Le decisioni adottate dagli Ordini nell’ambito delle proprie competenze disciplinari – viene precisato – rappresentano uno strumento essenziale di tutela dei cittadini e non possono essere svuotate di significato da interventi legislativi che ne mettano in discussione l’autorevolezza e l’indipendenza. Per la Lombardia – aggiungono i medici – questa vicenda assume un valore particolarmente significativo. La nostra Regione è stata il primo e più drammatico epicentro italiano della pandemia. Nei momenti più duri dell’emergenza sanitaria, gli Ordini provinciali hanno condiviso quotidianamente con i propri iscritti il peso di una tragedia senza precedenti, sostenendo medici e odontoiatri impegnati a garantire cure e assistenza in condizioni estremamente difficili”. “Abbiamo visto – si legge ancora – migliaia di professionisti affrontare turni estenuanti, rinunciare alla vicinanza dei propri affetti e mettere a rischio la propria salute per assicurare risposte tempestive ai bisogni dei cittadini. Molti si sono ammalati. Troppi hanno perso la vita nell’adempimento del proprio dovere”.
Quindi l’appello al Parlamento affinché, nel prosieguo dell’iter legislativo, venga svolta una attenta e approfondita riflessione sul contenuto della norma.


