Qualcosa si muove sul fronte delle liste d’attesa in Lombardia, uno dei nodi più sentiti dai cittadini quando si tratta di sanità. L’ultimo bollettino diffuso oggi dall’Agenas, l’agenzia nazionale che monitora i servizi sanitari regionali, fotografa un miglioramento, anche se la regione resta lontana dai vertici della classifica.
Il dato riguarda la capacità di garantire prime visite ed esami nei tempi previsti dalla ricetta del medico. Per le prime visite la Lombardia sale al 9° posto in Italia, con un balzo dal 72% all’82% delle prestazioni erogate nei tempi corretti. Un miglioramento di quasi 10 punti rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Meglio fanno però regioni come Basilicata, Marche, Lazio e Veneto, tutte oltre il 90%, che è la soglia fissata dal Ministero come traguardo minimo per considerare una regione in regola. Un confronto che va letto anche alla luce dei grandi numeri lombardi, dove le richieste di visite ed esami sono molto più alte che in gran parte delle altre regioni.
Il quadro non cambia di molto guardando invece agli esami diagnostici. Anche qui la Lombardia cresce, arrivando all’85% delle prestazioni nei tempi, contro il 77% dell’anno scorso. Un progresso concreto, dunque, ma che vale comunque il 10° posto nella graduatoria nazionale.
Proprio su questi numeri interviene l’opposizione. Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, legge i dati come la conferma di un ritardo che la Lombardia non ha ancora colmato. Il consigliere ricorda che restano diverse regioni davanti alla Lombardia sia per le prime visite sia per gli esami, e chiede alla giunta uno sforzo maggiore, perché senza interventi mirati, avverte, i tempi rischiano di restare un problema per i cittadini.


