Protocollo di legalità tra Stato e Confartigianato Como per una filiera più sicura e trasparente

“È volontà del Ministero dell’Interno e di Confartigianato Imprese introdurre nuove misure che assicurano un livello più elevato di prevenzione delle infiltrazioni della criminalità organizzata nelle attività delle imprese aderenti”. Così viene messo nero su bianco nel protocollo di legalità sottoscritto tra il Ministero dell’Intero e Confartigianato Imprese. Il documento è stato presentato nella sede comasca dell’associazione di categoria, alla presenza di istituzioni, imprenditori e forze dell’ordine.

Presentato il protocollo di legalità tra Stato e Confartigianato Imprese Como

Un protocollo che mira a valorizzare le imprese che operano correttamente e a contrastare la concorrenza sleale, che è una tassa occulta pagata da artigiani e lavoratori onesti. L’adesione è volontaria e gratuita e l’obiettivo è difendere l’economia sana del territorio comasco. È quanto sottolineato dal presidente di Confartigianato Imprese Como, Roberto Galli, dal vicepresidente Virgilio Fagioli, dal prefetto di Como Corrado Conforto Galli e dal sottosegretario all’Interno Nicola Molteni.

“La legalità rappresenta il primo presupposto per garantire libertà d’impresa, sviluppo economico e tutela del lavoro. Il protocollo sottoscritto il 18 novembre scorso al Viminale tra il Ministero dell’Interno e Confartigianato Imprese è un esempio concreto e virtuoso di collaborazione tra lo Stato e il sistema produttivo per rafforzare gli strumenti di prevenzione contro le infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto imprenditoriale”, dichiara Molteni. E ancora: “Il contrasto alle mafie passa anche attraverso la prevenzione e la costruzione di una solida cultura della legalità. La collaborazione tra pubblico e privato rappresenta un valore aggiunto nella difesa della libera concorrenza e di un mercato fondato su regole certe, trasparenza e responsabilità. Solo un’economia libera dai condizionamenti mafiosi può crescere, creare occupazione e generare sviluppo per i territori”.

Presenti anche il questore di Como, Filippo Ferri, il comandante provinciale dei carabinieri, Francesco Falcone, e della guardia di finanza, Agostino Brigante, oltre al capo del centro operativo della direzione investigativa antimafia di Milano, Giuseppe Furciniti.