Consiglio comunale di Como, dalle liste d’attesa al futuro dell’area ex Ticosa

Calo demografico, denatalità e situazione asili nido a Como. È soltanto uno dei temi affrontati nel corso del consiglio comunale di ieri. Mentre la partita della primaria Corridoni sembra ancora aperta, è il consigliere comunale del Pd Patrizia Lissi a spostare l’attenzione sugli asili nido comaschi. Il primo esempio portato sul tavolo di Palazzo Cernezzi è l’asilo Caravelle di via Giussani, a Rebbio. “Lì – spiega l’esponente dem – ci sono 11 bambini in lista d’attesa, con già 14 piccoli alunni accolti nella seconda struttura scelta. Al nido Babylandia di via Palestro tre in lista d’attesa e sette per la seconda o terza scelta”. Spazio poi al nido Fantasia di via Italia Libera, dove – dice Lissi – quattro famiglie sono in lista d’attesa per la prima scelta, cinque per seconda e terza. A cui si aggiunge – ricorda Lissi – il nido di Albate chiuso dal 2023. “Non c’entra la denatalità: la riorganizzazione degli asili è motivata soltanto dal risparmio”, commenta l’esponente comasca. C’è poi il tema dello spostamento in città nelle ore di punta “con via Napoleona spesso congestionata e gli autobus, principale alternativa per ridurre il traffico, talmente pieni da non riuscire a far salire nemmeno un passeggino. E una volta a Como, resta il problema dei parcheggi”, aggiunge Lissi.

“A Rebbio – replica il sindaco Rapinese – di 11 bimbi 7 hanno scelto una scuola sola. Eppure ce ne sono anche altre. Molte scuole hanno il parcheggio interno o non hanno problematiche di parcheggio. Faccio notare – aggiunge – che nel periodo in cui il Pd ha governato non ha messo a norma neanche una scuola. Noi stiamo facendo altro. Stiamo cercando di metterle a posto”.

Spazio poi al futuro dell’ex Ticosa. Il consigliere comunale di Svolta Civica, Vittorio Nessi, spiega che l’investimento per la Ticosa passa da 26 a 36 milioni. “Nessi accusa di opacità quando ha accesso indiscriminato agli atti. Ha riportato conversazioni tra privati e amministrazione che magari il privato non voleva condividere in consiglio comunale a telecamere accese”.

Ma quello tra il sindaco e il consigliere Nessi non è il solo botta e risposta in consiglio comunale. Alle accuse del consigliere comunale del Pd Stefano Fanetti, che cita Trump, ha replicato il sindaco Rapinese. “Donald Trump parlando dei suoi avversari ha detto “odio il mio avversario e non voglio il meglio per lui”. Non credo che il sindaco Rapinese ci odi. Sarebbe eccessivo. Mi pare però che talvolta condivida una variante tutta comasca di quella filosofia. Se un consigliere di opposizione solleva un problema, raramente, direi mai, gli viene riconosciuto il diritto di avere semplicemente un’opinione diversa”. “Come vede le sto rispondendo senza bava alla bocca, senza inseguirla con un martello – dice Rapinese – Ma lei realmente crede che l’atteggiamento del Pd sia esemplare? Solo i piangina sopporto meno degli ipocriti. È veramente curioso che lei venga qui a insegnarmi come ci si comporta e a dare lezioni sulle relazioni dopo le infamanti accuse in quantità industriale che avete mosso in questi anni”.