La chiusura della primaria Corridoni di Como continua ad essere terreno di scontro tra l’amministrazione comunale, le famiglie e le opposizioni politiche.
E a infiammare nuovamente il botta e risposta è il sindaco Alessandro Rapinese che, ancora una volta ha affidato ai suoi social, una replica, a dir poco piccata, dopo che si sono pronunciati il provveditore agli studi Imerio Chiappa e la direttrice dell’Ufficio Scolastico Regionale Luciana Volta. Il primo, in sintesi, aveva spiegato che spetta proprio al Comune trovare una nuova scuola per i bambini della Corridoni. Rapinese in 17 minuti di video esordisce dicendo “Mi sembra di essere sul set del film ‘Scemo più scemo’, ribadisce (con tanto di cartelli) che Palazzo Cernezzi ha sancito e comunicato la chiusura lo scorso ottobre, che è stato fatto tutto per gestire i piccoli alunni e che la scuola media Foscolo, plesso individuato come prima alternativa, dove ad oggi non sono ancora partiti i lavori, sarà presto messa a norma interamente e che comunque per il refettorio – il nodo della mensa è centrale per la primaria – la questione si risolve velocemente. Rapinese parla poi di mancate comunicazioni riguardo alla necessità di lavori e infine rimanda al primo settembre il pronunciamento del Consiglio di Stato.
Le famiglie non ci stanno. Il Consiglio di istituto replica. “Le problematiche erano già state evidenziate nel 2025”. “La stessa amministrazione comunale il 22 luglio con una nota ci ha comunicato che i previsti lavori di ampliamento del plesso non sono stati realizzati” e comunque – si legge ancora – “il sindaco dichiara che tali interventi non sarebbero stati eseguiti a causa del ricorso promosso dai genitori”. “Questo ci appare una contraddizione”. Le famiglie contestano, inoltre, le alternative proposte, compresa la scuola di via Fiume che appartiene ad un altro comprensivo.
Sulle parole del sindaco interviene anche l’associazione Nova Como: “Il sindaco si assuma la responsabilità delle sue scelte e restituisca dignità al confronto istituzionale – viene sottolineato – Il sindaco Rapinese dovrebbe vergognarsi. Non solo per la scelta di chiudere la scuola Corridoni ma per il modo in cui sta gestendo anche questa vicenda. Ridicolizzare dirigenti scolastici, Provveditorato e chiunque esprima un’opinione diversa significa svilire il dibattito pubblico. Espressioni come “scemo più scemo”, l’imitazione caricaturale del russare in diretta, frasi come “qualcuno sta giocando col fuoco” non appartengono al linguaggio istituzionale di un sindaco, ma di un bullo arrogante”.
Sul fronte politico irrompe il Pd di Como: “Assistiamo all’ennesimo tentativo da parte di questa maggioranza di provocare uno scontro istituzionale, scaricando impropriamente su altri enti responsabilità che la legge attribuisce in modo solare ed esclusivo al Comune. Invece di programmare con anticipo, adeguare gli spazi, garantire mense e bagni idonei e dialogare con chi la scuola la vive ogni giorno, si preferiscono i video sui social, gli slogan e le minacce. Un atteggiamento che isola Como e crea solo disorientamento” chiude il Segretario Cittadino dem, Daniele Valsecchi.


