A San Fedele d’Intelvi sono comparsi stamattina una dozzina di cartelli di protesta. Le scritte, affisse a mano in diversi punti del centro storico di Centro Valle Intelvi, contestano l’ordinanza anti movida firmata dal sindaco Mario Pozzi, in vigore dalla scorsa metà di agosto.
Il provvedimento vieta la vendita e il consumo di alcolici in un’area rossa che comprende piazza Giovanbattista Carminati a San Fedele d’Intelvi, via per Blessagno e via alla Chiesa a Castiglione d’Intelvi, in precise fasce orarie notturne, dal lunedì alla domenica. Vietato anche l’uso dei dehors negli stessi orari. Chi non rispetta i divieti rischia una sanzione tra i 500 e i 5mila euro. L’ordinanza resta valida fino al 13 settembre.
Sui cartelli comparsi stamattina si legge apertamente la contrarietà di parte della popolazione, soprattutto dei più giovani. “Prima si svuota la valle di alternative, poi si colpevolizzano i giovani per come occupano il tempo”, recita una delle scritte. Un’altra si rivolge direttamente al sindaco: “Colpire bar e ristoranti non significa colpire la movida, significa colpire chi lavora”. Non manca chi contesta l’impostazione stessa del provvedimento: “Più un sistema si costruisce solo su divieti e controlli, meno insegna alle persone a essere responsabili”. Toni duri, dunque, che confermano un malcontento già emerso nei giorni scorsi sui social, dove il dibattito sull’ordinanza si era già acceso tra sostenitori e contrari.
Il sindaco Pozzi, dal canto suo, aveva più volte ribadito la disponibilità a un confronto con i gestori dei locali, aprendo alla possibilità di rivedere alcuni punti dell’ordinanza in cambio di maggiore collaborazione. Lo stesso primo cittadino, nei giorni scorsi, aveva spiegato di non avercela con i giovani, ma di voler mettere ordine in una situazione considerata fuori controllo.
Cartelli di protesta a San Fedele d’Intelvi contro l’ordinanza anti caos: “Colpite chi lavora, non la movida”



