Il futuro delle scuole di Como resta un tema caldo in città. Tema che sarà anche al centro del prossimo consiglio comunale, fissato per lunedì 28 settembre. Lo confermano i documenti pubblicati da Palazzo Cernezzi, con tanto di ordine del giorno aggiuntivo dedicato proprio al piano di riorganizzazione della rete scolastica per il 2027/2028 (iscritta con procedura d’urgenza).
Il piano sarà al centro della discussione anche poche ore prima, durante la commissione consiliare convocata alle 17 a Palazzo Cernezzi. Un lunedì dedicato alle scuole, quindi, in cui le polemiche sono già scritte, con tanto di manifestazione – fischietti alla bocca – organizzata a Palazzo Cernezzi in concomitanza con il consiglio comunale.

Ma al di là di reazioni e controreazioni, quello che conta resta il futuro delle scuole comasche. Lunedì il consiglio comunale, salvo eccezionali sorprese, delibererà il nuovo piano di razionalizzazione delle scuole. L’amministrazione resta ferma sulla sua posizione ed è facile immaginare che nella delibera sia stabilita, nuovamente, la chiusura della scuola Corridoni già al centro di un caso diventato ormai di portata nazionale. Salvata, per il momento, dal Consiglio di Stato, ma con la fine dell’anno scolastico il quadro potrebbe cambiare. Fondamentale, per docenti e famiglie, è avere delle alternative valide dal punto di vista didattico e logistico, qualora l’istituto – alla fine – dovesse chiudere.
Il futuro della scuola di via Sinigaglia finirà quindi di nuovo in consiglio comunale e con lui anche quello di altri istituti della città, tra cui l’infanzia Carluccio di via Volta, che ha già rischiato di chiudere i battenti e che presto potrebbe tornare al centro delle polemiche. Altro punto in esame è il totale trasferimento della scuola dell’infanzia di via Amoretti a Monte Olimpino nell’edificio dell’ex asilo di via Don Luigi Monza a Ponte Chiasso. Spazio poi al ridimensionamento e all’accorpamento degli istituti comprensivi, che da 8 passerebbero a 5.
In attesa del passaggio in consiglio comunale, preceduto dalla protesta dei fischietti già annunciata da Nova Como, sono i docenti comaschi ora ad aver lanciato una raccolta firme per dire “un no fermo, unanime e motivato – si legge – a un’operazione burocratica di dimensionamento che riduce la scuola a mero calcolo di numeri e spazi, calpestando la centralità della didattica e il valore delle relazioni umane”.



