Dimissioni ufficiali a Palazzo Cernezzi per Antonio Tufano. “Non porto rancore con il mio partito”

Nell’aula del consiglio comunale sono arrivate ieri sera le annunciate dimissioni del consigliere di Fratelli d’Italia Antonio Tufano, che ha lasciato per il momento anche il partito di Giorgia Meloni. Un passo indietro maturato in seguito alla vicenda di cronaca che lo ha visto coinvolto. È accusato di aver minacciato e frantumato a colpi di mazza da baseball il lunotto posteriore dell’auto di un’amica nella notte tra domenica e lunedì scorsi.

“Avrei potuto protocollare le mie dimissioni e andarmene in silenzio, invece sono qui come sempre a metterci la faccia”, ha esordito Tufano, che in aula ha voluto spiegare le ragioni del suo gesto.

“Chi ricopre un incarico pubblico deve pretendere prima di tutto da se stesso una misura maggiore ed è questa la ragione delle mie dimissioni – ha spiegato l’ormai ex consigliere – non perché rinneghi la persona che sono, ma perché essere se stessi significa anche avere il coraggio di riconoscere i propri limiti e, quando necessario, pagarne personalmente le conseguenze, senza trascinare con sé l’istituzione che si rappresenta”.

Nel suo intervento anche un riferimento al lavoro svolto negli ultimi quattro anni in consiglio comunale. “Lascio il consiglio comunale per una vicenda che appartiene alla mia vita personale e che nulla ha a che vedere con gli atti compiuti in quest’aula, con il lavoro svolto come consigliere e con le idee che ho sostenuto”, ha detto. “Non voglio che una vicenda personale diventi un peso per il consiglio, per la città o per le persone che in questi anni hanno creduto in me”.

Quanto ai rapporti con Fratelli d’Italia, nei giorni scorsi i vertici locali avevano sollecitato il suo passo indietro.”Non voglio trasformare questa sera in una polemica con il mio partito”, ha detto Tufano, spiegando che la decisione era maturata già nei primi momenti della vicenda, prima ancora che diventasse un caso politico. “Non porto rancore”. Infine i ringraziamenti al presidente del consiglio comunale, al sindaco, alla giunta e a tutti i consiglieri, “anche quelli con i quali in questi anni mi sono scontrato”.