Il costo degli asili nido continua a pesare sui bilanci delle famiglie lombarde, evidenziando profonde disparità tra i diversi territori della regione. Dall’ultima analisi della UIL Nazionale sulle tariffe applicate nei capoluoghi lombardi emerge che, per una famiglia con un ISEE di 25.000 euro, la spesa media mensile in Lombardia (comprensiva del servizio mensa) raggiunge i 458 euro, superando nettamente la media nazionale di 416 euro. I divari territoriali sono altissimi: si passa dai 102 euro di Mantova fino alle vette di Sondrio (641 euro), Varese (605 euro), Lecco (584 euro) e Bergamo (560 euro).
A Como, con il servizio mensa compreso, il costo medio è di 350 con un Isee di 15mila euro e di 484 euro con un Isee di 25mila euro.
A monte del problema la Uil riscontra una carenza strutturale di posti disponibili: nell’anno educativo 2023-2024, il 59,5% dei servizi d’infanzia non è riuscito a soddisfare la domanda delle famiglie, dato che sale al 68,9% nel settore pubblico.
«Quando una famiglia si trova a dover sborsare ogni mese quattro, cinque o persino seicento euro per mandare un figlio al nido, siamo di fronte a una spesa che incide pesantemente sul reddito familiare. – commenta il segretario confederale Uil Lombardia Salvatore Monteduro – Ma il problema è duplice: non basta calmierare i costi se poi il servizio non riesce ad accogliere chi ne ha bisogno. Il PNRR ha rappresentato una grande occasione di investimento, ma costruire nuovi edifici non basta: un nido deve essere realmente aperto, con personale adeguato, orari flessibili e rette sostenibili.».
A livello territoriale i dati di Como sono più bassi della media nazionale ma sempre preoccupanti per la Uil.
«Di fronte alla media nazionale, – dichiara il coordinatore territoriale Uil Lombardia Dario Esposito – il dato comasco seppur basso rispetto ad alte realtà della Lombardia evidenzia quanto sia necessario intervenire per rendere il servizio più accessibile. Il nido non è un lusso, ma un servizio essenziale per le famiglie e per la conciliazione tra vita e lavoro. Servono rette sostenibili, più posti disponibili e risorse stabili, affinché nessuna famiglia debba rinunciare al servizio per ragioni economiche. Come UIL Como chiediamo quindi un impegno concreto per sostenere le famiglie e garantire a tutti un accesso equo ai servizi per l’infanzia».


