Tempi biblici e un cantiere che fatica a intravedere la fine. In una passeggiata tutta nuova, dei parapetti – per il momento – neanche l’ombra. Soltanto reti da cantiere provvisorie e malconce. Sull’odissea dei parapetti comaschi è tornato a parlare l’assessore Sertori, che punta il dito contro Aria, la partecipata della stessa Regione alla quale sono affidati i lavori. Il progetto è stato definito, sarà un modello semplice e lineare. La città quindi aspetta soltanto di conoscerlo. E nei prossimi giorni è atteso un nuovo incontro, sperando sia quello definitivo. A fare il punto ora è il sindaco di Como, Alessandro Rapinese. “Se il tema è caldo per Regione Lombardia, per noi il tema è freddissimo, nel senso che non abbiamo nessuna responsabilità in questo e aspettiamo che Regione faccia la sua parte. Con Sertori il rapporto è ottimo, ci sentiamo e quando lo riterrà opportuno ci incontreremo”, fa sapere il primo cittadino. “La competenza è integralmente di Regione Lombardia”, ribadisce Rapinese, che attende una nuova riunione con l’assessore Sertori. “Continuiamo a lavorare insieme e siamo a disposizione per qualunque confronto”, assicura.
Resta in sospeso anche la gestione delle paratie, che da Regione deve passare al Comune. “Questo è uno dei temi per cui bisogna mettersi al tavolino e fare i conti, ma non rappresenta un problema. Stiamo amministrando due enti diversi che hanno una relazione. Quando arriverà quel momento ci siederemo al tavolo e ne parleremo. Ne discuteremo nell’interesse unico che sono i cittadini lombardi“, dichiara il sindaco Rapinese.
Sul lungolago occhi puntati anche sui sanpietrini dissestati. Non un bel vedere dopo quasi vent’anni di cantiere e milioni di euro spesi. “Commento quelle che sono le mie opere pubbliche – ha detto il primo cittadino – e di certo non mi metterò a commentare un’opera pubblica realizzata da Regione Lombardia, che è un ente serio, uno dei più importanti d’Europa e saprà sistemare questo problema con rapidità”.
Pochi metri più in là l’attenzione è rivolta a viale Geno, al centro di un cantiere che darà un nuovo volto alla zona. Il Tar ha accolto il ricorso di tre esercenti che potrebbe bloccare – prima ancora dell’avvio – il secondo lotto dei lavori. “Capisco che alcuni operatori commerciali vogliono difendere il loro orticello. Il mio orticello è la bellezza della città intera e sto combattendo affinché i comaschi e i turisti possano vivere una città migliore – è il commento di Rapinese – Ricordo a tutti – ha aggiunto – che mentre gli spazi all’interno dei locali sono di proprietà del privato, lo spazio dove ci sono i tavolini è esclusivamente dei cittadini comaschi, che ora lo rivogliono un po’ indietro”.
“Con i lavori ormai avviati, il rischio di uno stop potrebbe avere conseguenze pesanti per tutta la città – commenta Stefano Molinari, presidente provinciale di Fratelli d’Italia – La riqualificazione – aggiunge – può essere un obiettivo condivisibile, ma non può prescindere dal confronto con chi vive e lavora in quell’area”.


