Arriva la neve sulle Alpi, ma l’inverno alle porte potrebbe essere più caldo e meno bianco del solito. Lo scorso fine settimana l’aria fredda in arrivo dal Nord Europa ha portato i primi fiocchi in alta montagna, fino a 18 centimetri a Livigno, in Valtellina, oltre i 1.800 metri. Un primo segnale di stagione fredda dopo l’estate più calda mai registrata in Italia, che ha fatto arretrare molti ghiacciai alpini. Le previsioni per i prossimi mesi, però, non promettono un inverno rigido, almeno secondo Mattia Gussoni, meteorologo di ilMeteo.it e glaciologo del Servizio glaciologico lombardo.
Il calo delle temperature, infatti, è stato netto ma di breve durata. Lo zero termico, cioè l’altitudine oltre la quale si scende sotto gli 0 gradi, sabato si trovava a 1.500 metri. «Fino alla settimana precedente era a 4.000 metri, come in piena estate» spiega Gussoni. Nei prossimi giorni il termometro tornerà a salire, fino a 20 gradi, prima di un nuovo calo all’inizio di novembre. «La tendenza – aggiunge l’esperto – è che nevicherà a quote sempre più alte».
Guardando invece ai prossimi mesi, il quadro non cambia. «Fino a gennaio non farà molto freddo» prevede il meteorologo, che chiama in causa anche El Niño, il riscaldamento periodico delle acque del Pacifico, atteso al suo picco entro fine anno. Il fenomeno, dunque, tende a favorire in Europa inverni più miti e instabili, nei quali le precipitazioni arrivano più spesso sotto forma di pioggia che di neve, soprattutto a bassa quota. Non mancheranno comunque le eccezioni, perché anche una stagione povera di neve può regalare nevicate abbondanti, se le perturbazioni incontrano aria fredda al momento giusto. «Non aspettiamoci però grandi ondate di gelo – precisa Gussoni – se non 1 o 2 episodi in tutta la stagione».
Sulla stessa linea anche le proiezioni del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, che per dicembre e gennaio indicano in Italia temperature tra 1 e 2 gradi sopra la media e, sulle Alpi, meno neve del normale fino a febbraio. Un quadro che riguarda da vicino anche le Prealpi comasche, dove le montagne sono più basse rispetto all’arco alpino. Proprio sopra Bellagio resta aperto il dibattito sul Monte San Primo, dove Comune e Comunità montana del Triangolo lariano puntano a riportare lo sci e la neve artificiale. Il progetto aspetta la risposta della Regione, prevista entro fine anno, e a inizio anno uno studio dell’Università dell’Insubria, commissionato dalle associazioni ambientaliste, ne aveva sconsigliato la realizzazione per i pochi giorni di neve garantiti ogni inverno.


