Nuovo stop al piano di riorganizzazione delle scuole voluto dal Comune di Como: dopo lo stop in Provincia, arriva quello della Regione. Si tratta in realtà, vale la pena precisarlo, di un passaggio più formale che sostanziale. La giunta regionale, su proposta dell’assessore all’istruzione Simona Tironi, ha approvato la delibera relativa al piano di riorganizzazione della rete delle istituzioni scolastiche della Lombardia per il 2027/2028, nella quale ha recepito la delibera della Provincia di Como sul piano di ridimensionamento scolastico voluto da Palazzo Cernezzi. Di fatto quindi, come stabilito dal consiglio provinciale di inizio ottobre, c’è il sì alla nuova articolazione che coinvolge i Comprensivi di Faloppio, Como-Prestino-Breccia e Como-Rebbio, mentre non sono passati gli altri accorpamenti e ridimensionamenti degli istituti comprensivi. C’è poi un tema che continua a tenere banco in città: quello delle riannunciate chiusure della primaria Corridoni e dell’infanzia Carluccio. Anche in questo caso il consiglio provinciale ha ricordato che non risulta raggiunta l’intesa con le scuole. Un passaggio che, in sostanza, viene confermato anche in Regione.
“Quindi la scuola Corridoni e l’asilo Carluccio sono salvi, e viene bloccata la proposta di riduzione degli istituti comprensivi – esulta il consigliere regionale di Forza Italia Sergio Gaddi – Sono molto soddisfatto – aggiunge – perché è una meritata vittoria dei genitori, del personale, dei bambini. In sintesi è una vittoria culturale e formativa di tutta la città”. Vale la pena precisare però che l’elementare di via Sinigaglia, come l’asilo di Salita Cappuccini,
“Sui servizi essenziali e sui nostri figli non si improvvisa e non si fanno calcoli sballati”, commenta Daniele Valsecchi, segretario cittadino del Pd. Il passaggio in Regione, aggiunge, “certifica il fallimento di un metodo amministrativo autoreferenziale e sordo alle reali esigenze dei comaschi. La città ha bisogno di visione, di cura e di spazi per crescere, non di tagli lineari e di progetti calati dall’alto”.
Esprime soddisfazione anche il Movimento 5 Stelle di Como. “Quando una comunità si unisce per difendere un bene collettivo, società civile e politica insieme, possono invertire il corso negativo degli eventi”, si legge in una nota. “Il merito è soprattutto di chi non ha mai smesso di farsi sentire. Genitori, maestre, personale e bambini hanno dimostrato che una scuola non è un costo da tagliare, ma un presidio essenziale da tutelare – dicono da Nova Como Teresa Minniti e Vincenzo Falanga – Con le scuole non si gioca, basta improvvisazione”.


