Tassa della salute, altro rinvio in Regione. Orsenigo e Astuti: “Siamo basiti, 80mila frontalieri aspettano”

Altro rinvio in consiglio regionale della discussione della mozione sulla tassa della salute per i vecchi frontalieri. “Siamo basiti”, dicono i promotori, i consiglieri del Pd Angelo Orsenigo e Samuele Astuti. “Ci siamo sentiti dire dalla maggioranza che tanto non c’è premura, i lavoratori hanno aspettato fino adesso, aspetteranno ancora”, attaccano gli esponenti dem.
“In aula, questa mattina la maggioranza ha temporeggiato. Poi, alla ripresa pomeridiana dei lavori, ha annunciato che non si sarebbe discussa la mozione dem sul tema poiché non poteva essere presente l’assessore Massimo Sertori – spiegano Orsenigo e Astuti – Si dice che a pensare male si fa peccato, ma solitamente si indovina: se per l’ennesima volta l’assessore si nega, viene rinviata una mozione, si inventano scuse di ogni tipo, vuol dire che il centrodestra non vuole discutere della tassa sulla salute dei frontalieri”.
Giacomo Zamperini, esponente di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Italia-Svizzera ha reso pubblica l’audizione dello stesso Sertori giovedì 23 aprile. “Ha detto che in quella sede verranno chiariti i dubbi e ci ha chiesto di pazientare – dicono Orsenigo e Astuti – Ma non siamo noi che dobbiamo aspettare delle risposte certe su una questione divisiva: sono gli 80mila lavoratori lombardi che vorrebbero sapere se dovranno pagare una tassa oppure no”.
“Per non parlare – aggiungono i consiglieri dem – della mozione presentata e poi ritirata da FdI, evidentemente per fare da contraltare alla nostra: la proposta è di ridurre l’importo del contributo in una percentuale tra l’1 e il 3 per cento del reddito netto dei lavoratori o di prevedere un contributo forfettario. Forse al partito della Meloni non è chiaro che non è l’entità della tassa a preoccupare i frontalieri, ma la tassa stessa e la sua inesistente motivazione”. “Tra un assessore che sparisce e un presidente che calendarizza male il suo ordine del giorno – concludono Orsenigo e Astuti – rimaniamo in sospeso assieme alle nostre 80mila famiglie”.