Como, i nuovi dubbi di Forza Italia sul destino di Csu: “A rischio il futuro dei dipendenti e la qualità dei servizi”

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Il futuro di Csu, società partecipata del Comune di Como, continua a tenere banco in città. Gli impianti sportivi finora gestiti internamente andranno in mano ai privati. Saranno indetti bandi di gara e le strutture saranno poi affidate a una gestione esterna. Si comincia con la piscina Sinigaglia e il centro sportivo di Sagnino. Con la fine di giugno cambierà tutto e le polemiche non si fermano. È l’ennesima battaglia bipartisan contro il sindaco Alessandro Rapinese. Torna sulla questione il gruppo comasco di Forza Italia, che riaccende il dibattito dopo la discussione in consiglio comunale.

“Il futuro di Como Servizi Urbani – scrive il consigliere comunale (e capogruppo) Giordano Molteni – coinvolge tutti: dipendenti, cittadini che utilizzano i servizi e amministratori. Forza Italia esprime da tempo forte preoccupazione sul nuovo modello di gestione”. “Sorgono spontanee alcune urgenti domande – aggiunge il forzista comasco – Il personale attuale subirà variazioni di organico? I prezzi per l’utilizzo delle strutture e degli impianti rimarranno gli stessi o subiranno rincari?”, si chiede Molteni. E ancora: “L’eventuale personale che subentrerà avrà la medesima professionalità? Al personale migrante sarà garantito il mantenimento dell’attuale contratto collettivo di lavoro?”.

Como Servizi Urbani, lo ricordiamo, da anni gestisce servizi essenziali in città: dalle strutture sportive ai parcheggi, fino a i porti e alle lampade votive nei cimiteri. Ma tra poco più di due mesi il lavoro di Csu è destinato a cambiare. L’incarico era in scadenza lo scorso 31 dicembre e l’amministrazione comunale lo ha prorogato di 6 mesi. Il nuovo modello di gestione entrerà in vigore a fine giugno. La legge ora prevede l’assegnazione con appositi bandi e non a società in house. Per questo, le strutture finora in mano a Csu andranno a gara. E il termine ultimo resta, appunto, il 30 giugno.

Una battaglia bipartisan, dicevamo. Negli scorsi mesi erano intervenuti i dem comaschi, parlando di “incertezza” per lo sport in una città che – dicevano – “sta diventando un lusso per pochi”. Dubbi espressi anche da Fratelli d’Italia, preoccupati per i dipendenti di Csu, con il rischio concreto – sottolineavano negli scorsi mesi – di dover cercare un’altra occupazione. Gli stessi esponenti di Forza Italia, a fine febbraio, esprimevano “profondo rammarico per la fine di un’esperienza che era stata progettata e realizzata per garantire una gestione pubblica e radicata sul territorio”. L’auspicio, ribadito da più parti, è che anche in mano ai privati vengano mantenuti prezzi ragionevoli e sostenibili, senza intaccare la qualità dei servizi.