Comune di Como, polemiche in aula. Bocciata la sfiducia a Bodero Maccabeo

11 favorevoli e 18 contrari: mozione respinta. L’esito del voto è stato comunicato in chiusura della seduta del consiglio comunale di Como di ieri sera. L’assessore al Verde Chiara Bodero Maccabeo resta al suo posto dopo la sfiducia presentata dai consiglieri del PD. Tra i motivi citati dagli esponenti dem, “la gestione dell’appalto per la riqualificazione dei giardini a lago, l’assenza nella programmazione, nella gestione e nel reperimento delle risorse per l’intervento di ripristino del Monte Goj, l’ostinazione nell’opporsi alle legittime attese dei cittadini sul mantenimento dei ciliegi di via XX Settembre e il taglio dei ciliegi di viale Marconi davanti al Tempio Voltiano, la cura non adeguata nei giardini pubblici dei quartieri della città e i video sui social con i quali uno stretto familiare dell’assessore (il marito, ndr) ha promosso l’alienazione di due immobili di proprietà comunale”. “Niente di personale – è stato sottolineato in aula da Eleonora Galli, Pd e da Vittorio Nessi, Svolta Civica – parliamo di efficienza e opportunità nell’ambito delle sue competenze”.

Prima del voto la strenue difesa del sindaco Alessandro Rapinese che non ha perso occasione per attaccare gli avversari politici. “Ditemi qual è la responsabilità dell’assessore sui giardini a lago a fronte di un’impresa revocata che peraltro non ci ha fatto nemmeno causa, tanto era palese” ha spiegato aggiungendo poi una serie di domande: “Quali azioni politiche e quali competenze del Comune sono imputabili all’affaire Monte Goj? Qual è il valore storico dei ciliegi di via XX Settembre? E da quando la moglie risponde per le azioni del marito?” (il riferimento è ai video sui social in cui veniva promossa dal marito dell’assessore, appunto, la vendita di due beni comunali: Politeama e ex orfanotrofio). Quindi l’affondo nei confronti dell’opposizione. “Se presenti un documento politico bisogna accertarsi che non sia un autogol, un documento simile io non lo avrei mai presentato – ha chiarito – è l’ennesima dimostrazione di quanto siate inconsistenti, provo vergogna per voi”. Infine ha voluto ribadire: “Nominerei l’avvocato Bodero Maccabeo assessore altre 1500 volte per l’amore, la dedizione e la passione che mostra nel suo lavoro”.

E poi la minoranza, in modo trasversale ha preso la parola. Tra i primi Nessi poco che ha precisato tre aspetti che hanno portato alla mozione: “L’assenza. La città non la percepisce come una persona sul campo e in consiglio l’abbiamo sentita una volta e sui ciliegi non sappiamo nemmeno quale sia la sua idea – ha incalzato – e poi l’inefficienza e l’esempio del lungolago cittadino con le aiuole tra terra e canne da irrigazione sporgenti e infine l’opportunità tornando alla vicenda che ha visto coinvolto il marito. Nulla di irregolare – sottolinea l’esponente di Svolta Civica – ma una domanda una persona se la pone anche perché appena scoppiata la polemica i video sono stati rimossi”. Tutta l’opposizione si è fatta avanti Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia ciascuno con diverse segnalazioni, tra cui quella che è stata definita incuria in piazza Vittoria. A sorpresa prima del voto è intervenuto anche il presidente del consiglio comunale, Fulvio Anzaldo che di fatto ripercorrendo il documento ha sostenuto la narrazione del sindaco perché “ogni consigliere può presentare una mozione sulla condotta o sull’azione di sindaco e assessori” ha precisato, spiegando però, in sintesi, che rispetto ai punti citati nulla si può imputare a Bodero Maccabeo.  Quindi il voto, mozione bocciata.