Infermieri, ne mancano 3mila in regione. Concorrenza svizzera, Bertolaso: “Lavoriamo sugli stipendi”

La grave carenza di personale infermieristico al centro della seduta straordinaria di Consiglio regionale promossa dalle opposizioni. Numeri alla mano la Lombardia – come avviene nel resto d’Italia – non riesce a sostenere il turnover tra pensionamenti e nuovi laureati, all’appello mancherebbero tra i 2500 e i 3mila professionisti. E non si può più rincorrere l’emergenza.

In aula sono stati snocciolati i dati anche dei recenti bandi svolti dalle Aziende Socio Sanitarie Territoriali. Nel 2024 l’Asst Lariana, ad esempio, a fronte di 306 posti disponibili ha visto presentarsi la metà degli aspiranti infermieri e alla fine 74 sono risultati idonei. Il grande tema che riguarda l’area comasca è sempre lo stesso: i bassi livelli retributivi e la concorrenza della Svizzera. Basti pensare che oltreconfine lo stipendio medio annuo ammonta a circa 80mila euro, l’Italia si ferma a 35mila. Per contrastare la concorrenza elvetica Regione Lombardia sta prevedendo un incremento del 20% per il personale sanitario operante nelle aree di confine pari a 5.400 euro annui per gli infermieri.

Salario, ma non solo, tra le principali cause dell’abbandono della professione ci sono le limitate prospettive di carriera, i carichi di lavoro sempre più pesanti e la difficoltà di conciliare i turni con la vita privata. Anche le università iniziano a registrare poche domande a fronte dei posti disponibili che in prospettiva vuol dire sempre meno professionisti in corsia. La strategia regionale oggi guarda anche al reclutamento all’estero – citato il progetto con l’Uzbekistan – una soluzione che, secondo le opposizioni, non può rappresentare l’unica risposta a una carenza ormai strutturale.

Approvato anche un ordine del giorno sostenuto dalla maggioranza che impegna la Giunta a varare il “Piano Lombardia Infermieri 2026-2028”, una strategia che punta su formazione, borse di studio e un monitoraggio trimestrale dei posti vacanti nei reparti più critici, come i Pronto Soccorso.

L’Assessore al Welfare Guido Bertolaso dal canto suo ha spiegato: “Stiamo lavorando con il Governo sulla possibilità di indicizzazione dello stipendio degli infermieri al costo della vita, abbiamo promosso un nuovo percorso di formazione e abbiamo monitorato reparto per reparto tutte le strutture sanitarie lombarde per formulare bandi mirati di assunzione che ci hanno permesso di invertire la rotta già nel primo trimestre del 2026”.

“È servito un consiglio regionale straordinario per ottenere quello che chiediamo da anni per far fronte alla carenza di infermieri: soldi a bilancio per i voucher per gli studenti di infermieristica, necessari a rendere attrattivo il corso di laurea, un Piano casa dedicato e un welfare aziendale”, lo fa sapere Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, dopo l’approvazione in aula dell’ordine del giorno della maggioranza.

Dal consiglio straordinario emerge anche il tema della sicurezza in corsia. “Abbiamo scoperto che nel corso del 2025 all’ospedale Valduce ci sono stati 11 interventi, di cui 4 della Polizia di Stato e 7 dei Carabinieri. Quindi, la situazione è critica anche nelle nostre strutture”, fa presente Orsenigo.

“Infine – conclude – abbiamo ottenuto dalla maggioranza l’impegno a dare indirizzi regionali vincolanti per l’arruolamento delle cooperative che forniscono personale alle strutture sanitarie”.