Turate, un albero nel ricordo di don Proserpio

Cerimonia di benedizione Albero Don Gianni Proserpio (002)

Un albero per ricordare una persona che continua a far crescere legami, solidarietà e attenzione verso gli altri. A Turate, davanti alla Chiesa di Santa Maria in Campagna, Aisla Como, gli Amici di don Gianni e della Prima Goccia, insieme a numerosi cittadini, hanno partecipato alla benedizione della pianta dedicata a don Giovanni “Gianni” Proserpio.

Un momento semplice ma profondamente partecipato, che ha riunito amici, volontari e rappresentanti delle diverse comunità che hanno condiviso il cammino umano e pastorale di gon Gianni: Turate, Saronno, Senago, Novate Milanese, Rescaldina, Trenno ed Erba, sua parrocchia d’origine.

Scomparso il 6 febbraio 2017 a causa della Sla, don Gianni ha lasciato un segno profondo nel territorio. Missionario, promotore di iniziative sociali e anima dell’associazione “La Prima Goccia”, fondata nel 1991 per sostenere i missionari e i progetti di solidarietà, ha saputo costruire una rete di relazioni ancora oggi viva e virtuosa.

La celebrazione di sabato ha ricordato proprio questo patrimonio di umanità e partecipazione. Quando la malattia è entrata nella vita di don Gianni, la comunità non si è tirata indietro. Grazie al supporto di Aisla Como e al sostegno psicologico garantito dalla dottoressa Pierluigia Verga, si è sviluppata attorno a lui una straordinaria esperienza di vicinanza e mutuo aiuto, capace di coinvolgere amici, volontari e cittadini.

«Attorno a don Gianni abbiamo visto nascere qualcosa di straordinario: una comunità che si è stretta attorno a lui durante la malattia e che ha saputo trasformare quella vicinanza in un impegno che continua ancora oggi. La benedizione di questo albero non è soltanto un gesto commemorativo, ma il simbolo di relazioni profonde che continuano a generare solidarietà e sostegno concreto alle persone con Sla e alle loro famiglie. È il segno di una memoria che continua a dare frutti e di una comunità che ha scelto di prendersi cura», ha spiegato Viviana Tombolillo, referente di Aisla Como.