I dati del rapporto Almalaurea, il 90% dei laureati all’Insubria trova lavoro entro un anno

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Un anno dopo la discussione della tesi il 90% dei laureati all’Insubria trova lavoro e nei 5 anni successivi si registra una valorizzazione delle competenze universitarie e della retribuzione. E’ quanto emerge dal XXVIII Rapporto AlmaLaurea, Consorzio interuniversitario che riunisce 81 atenei italiani e realizza ogni anno un’indagine nazionale sui percorsi e sugli sbocchi lavorativi dei neodottori. Indagine dalla quale il polo comasco e varesino registra risultati positivi in più campi superando spesso la media lombarda e italiana. (Clicca qui per i dati completi).

L’analisi ha coinvolto 2.248 laureati dell’Università dell’Insubria e mette in evidenza una crescente capacità attrattiva dell’Ateneo. Il 6,6% dei laureati proviene da fuori regione, in aumento rispetto al 5,7% rilevato l’anno precedente; cresce anche la presenza di studenti stranieri in particolare nei percorsi magistrali.

«I dati confermano la solidità del modello formativo dell’Università dell’Insubria – commenta la Rettrice Maria Pierro – La crescita dell’occupazione e l’incremento delle esperienze internazionali testimoniano un Ateneo capace di attrarre, formare e valorizzare i talenti. È particolarmente importante osservare come questi risultati si traducano non solo in un rapido inserimento nel mondo del lavoro, ma anche in una reale valorizzazione delle competenze acquisite durante il percorso universitario».

Tra i punti di forza emerge l’età media alla laurea, che si attesta a 25 anni, inferiore sia alla media lombarda (28,6 anni), sia a quella nazionale (26,3 anni). La quota di laureati che conclude il percorso nei tempi previsti sale dal 61,9% al 64,3%, confermandosi superiore al dato nazionale. Nelle lauree magistrali, quasi otto studenti su dieci si laureano in corso. Per questi corsi il voto medio di laurea raggiunge 108 su 110.

Sul fronte occupazionale a un anno dal conseguimento del titolo triennale il tasso di occupazione raggiunge l’87,7%, contro l’85% della Lombardia e l’81,2% dell’Italia. La retribuzione netta mensile media è pari a 1.549 euro. Ancora più marcato il dato tra i laureati magistrali dove il tasso di occupazione raggiunge il 90,5%. I risultati positivi si confermano anche nel medio periodo. A cinque anni dalla pergamena si sale al 96,3%, percorso accompagnato da una crescente valorizzazione delle competenze universitarie e da una retribuzione media che supera i 2.100 euro netti mensili al mese.