Stop allo sconto carburanti, da oggi nuovi rincari. Gli autotrasportatori: “Perdite del 25%”

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Basta sconti per chi deve fare rifornimento. Stop al taglio delle accise: benzina e diesel tornano a salire. Nei negozi iniziano i saldi, mentre alla stazione di servizio il primo weekend di luglio si apre con nuovi rialzi. Con la fine del taglio fiscale, i prezzi dei carburanti sono soggetti a un nuovo incremento e nel frattempo il Governo punta a stabilizzare il mercato dopo mesi di interventi straordinari.

Stop al taglio delle accise: benzina e diesel più cari

Da inizio giugno lo sconto era di 6,1 centesimi al litro, sia per il gasolio sia per la benzina, abbassato di un quarto rispetto al taglio previsto inizialmente, ovvero i 24,4 centesimi di metà marzo. Va detto però che quattro mesi fa la situazione, alla pompa di benzina, era ben diversa da quella attuale. Il prezzo del Brent (il principale indicatore del petrolio mondiale) era vicino ai 120 dollari al barile, mentre oggi si aggira intorno ai 70 dollari. A marzo, quindi, anche con uno sconto che era nettamente più consistente, i prezzi dei carburanti erano alle stelle, con cifre di gran lunga superiori ai 2 euro, specialmente per il diesel. Difficile dimenticarselo, se si considera che per le tasche degli italiani è stato un salasso non di poco conto.

Oggi, fortunatamente, lo scenario è cambiato: la benzina in molte stazioni di servizio non raggiunge neppure 1,8 euro al litro, mentre il diesel in media si aggira intorno a 1,88 euro. Da settimane i prezzi sono in calo: è l’effetto della tregua – seppure fragile – raggiunta tra Usa e Iran nello Stretto di Hormuz. Ma con lo stop degli sconti, benzina e diesel costeranno oltre 6 centesimi in più al litro.  

Cipolla (Cna): “Autotrasportatori in difficoltà”

“Il gasolio raggiungerà 1,95 euro al litro, arrivando in alcuni casi a sfiorare addirittura i 2 euro. Chiediamo un nuovo incontro in tempi brevi per frenare un nuovo aumento dei prezzi”. A dirlo è Pietro Cipolla, presidente Fita di Cna Lombardia Nord-Ovest. “È un continuo tira e molla – aggiunge – siamo in difficoltà. Proprio ora che la situazione si stava regolarizzando, torniamo ad affrontare l’ennesimo salasso. Paghiamo le conseguenze di un’instabilità generale, con perdite di oltre il 25%”, fa sapere Cipolla.

Perdite in calo rispetto a quelle di quattro mesi fa, vale la pena precisarlo, “quando superavano il 30%, ma pur sempre di perdite si tratta”, ha aggiunto. Anche le previsioni non sono delle migliori: “A luglio si stimano nuove perdite e ad agosto saremo fermi con le commesse”.

I gestori: “Vendite in calo. Il costo del carburante incide fortemente sui bilanci familiari”

Dopo automobilisti e autotrasportatori, spazio ai gestori delle stazioni di servizio, a cui non va meglio. “La fine dello sconto sui carburanti è un problema serio per le famiglie. I consumi sono calati e chi si sposta per lavoro sta attento anche a fare il pieno. C’è chi fa 10 euro di rifornimento alla volta. I nuovi aumenti rappresentano un impegno economico maggiore per stazioni di servizio e famiglie”. È il bilancio dalla comasca Daniela Maroni, vicepresidente nazionale di Figisc Confcommercio, che aggiunge: “L’incremento dei prezzi comporta meno vendite – e quindi meno incassi – per i gestori, perché chi può evita di fare il pieno e alla pompa di benzina ci va solo quando strettamente necessario. Il costo del carburante incide fortemente sui bilanci familiari“.

Intanto il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha convocato i rappresentanti delle compagnie petrolifere, affinché si adeguino più velocemente al mercato. L’obiettivo è liberarsi dal meccanismo dei tagli-accise, che sono costati oltre 2 miliardi di euro, finanziati soltanto in parte dall’extragettito Iva. E così, con la fine dello sconto sui carburanti, le accise sul gasolio tornano le più care d’Europa, pari a 67,2 centesimi al litro, a cui va aggiunta l’Iva.