L’ex Palazzo Uli (Unione fascista dei Lavoratori dell’Industria) verso la riapertura al pubblico. Dopo i lavori avviati lo scorso anno, Ats Insubria – che ne è proprietaria – annuncia che il 27 novembre alle 11 è prevista l’inaugurazione dell’immobile di via Pessina. L’edificio vincolato e oggetto di interventi di riqualificazione e valorizzazione, rappresenta un punto di incontro tra tutela del patrimonio architettonico e funzione pubblica. La cerimonia segnerà simbolicamente la restituzione al territorio di un luogo storico che continuerà a ospitare attività istituzionali. Il palazzo, progettato da un team guidato dall’architetto Cesare Cattaneo, si colloca a ridosso della Casa del Fascio. Il cantiere ha beneficiato di un finanziamento di Regione Lombardia da 850mila euro.
L’intervento eseguito ha concretizzato la rivitalizzazione degli spazi che ospitano gli uffici di ATS Insubria a Como e proprio l’Ats fa sapere che “si tratta di un sostanziale investimento orientato alla manutenzione delle nostre strutture, per garantire che questo edificio rimanga un luogo sicuro e accogliente per tutti coloro che lo utilizzano”.
“I lavori si sono resi necessari a causa della anzianità dei rivestimenti – il palazzo fu costruito tra 1938 e il 1966 – e dell’azione meteorica e sono stati condotti con lo scopo di “ripristinare” le condizioni preesistenti”. Particolare attenzione infatti è stata posta alla riproposizione delle tecniche di costruzione della struttura originaria. Assieme alle opere di messa in sicurezza delle facciate sono stati eseguiti anche ulteriori interventi di manutenzione ordinaria che oggi conferiscono alla struttura un aspetto più curato che ne valorizza il significato architettonico.
L’Agenzia di Tutela della Salute avrebbe, peraltro, già avviato i colloqui con il Poltecnico di Milano per poter aprire il palazzo a cittadini e visitatori.
Sulla fine dei lavori interviene il consigliere regionale comasco Sergio Gaddi, storico dell’arte che in attesa di indicazioni ufficiali guarda al futuro: “Mi auguro – dice – che l’immobile di via Pessina possa avere un domani anche una funzione espositiva come punto di documentazione e approfondimento sul patrimonio razionalista comasco. A mio avviso – conclude Gaddi – mentre Palazzo Terragni è monumento di se stesso e come tale deve mantenere sua integrità strutturale e simbolica. L’ex Uli è naturalmente predisposto all’attività espositiva”.


