La scuola Corridoni è salva dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato. La prima reazione da registrare è quella che non c’è. Abbiamo provato a contattare il sindaco Alessandro Rapinese che, al momento, non ha risposto. Mentre ad essere intervenute sono tutte le forze politiche comasche che in modo bipartisan si dicono soddisfatte e tornano ad attaccare l’amministrazione per come ha condotto questa vicenda.
Paola Frassinetti, sottosegretario all’Istruzione, che il primo giorno di scuola ha deciso di essere a Como con il ministro Alessandra Locatelli ha detto: “Accogliamo con grande soddisfazione la decisione del Consiglio di Stato, che consente ora agli studenti e ai loro genitori di guardare al futuro con maggiore tranquillità e di proseguire questo anno scolastico insieme”.
Frassinetti ha seguito la vicenda relazionandosi con i vertici locali di Fratelli d’Italia a partire da Stefano Molinari che oggi dice: “La decisione del Consiglio di Stato rappresenta anche una nuova e pesante battuta d’arresto per il sindaco Rapinese e questo dopo mesi di decisioni, cambi di programma e soluzioni alternative individuate quando ormai l’anno scolastico era alle porte”. “Rapinese ha preteso ancora una volta di decidere contro tutti, senza ascoltare famiglie e cittadini, convinto che governare significhi imporre le proprie scelte. Il Consiglio di Stato gli ha dimostrato che non è così” aggiunge il coordinatore cittadino dello stesso partito, Alessandro Nardone.
“È stata sanata una clamorosa ingiustizia che avrebbe infangato la città intera. Ma l’aspetto più triste è la guerra continua di questo sindaco contro i cittadini, obbligati a difendersi sempre in tribunale anziché essere tutelati dall’amministrazione.” Ha dichiarato Sergio Gaddi, consigliere regionale di Forza Italia.
“Per mesi Rapinese ha tenuto in ostaggio il nostro territorio gettando nel limbo duecento alunni e le loro famiglie – attaccano dalla Lega Elena Negretti (Capogruppo del Carroccio in Consiglio Comunale e Commissario della Lega di Como) e Paolo Muttoni (Coordinatore della Lega Giovani Cumasch) -. Di fronte a questo disastro politico e amministrativo, Rapinese ha un solo dovere morale: prenda atto del proprio fallimento, la smetta di inventare scuse e rassegni le dimissioni”
“È una vittoria della ragionevolezza, del diritto allo studio e della mobilitazione di un’intera comunità. Come Partito Democratico stiamo già al lavoro e lavoreremo perché questa decisione diventi definitiva. Siamo contenti che, nonostante i tentativi sempre più maldestri e ambigui e messi in campo dall’attuale amministrazione, si sia arrivati a questo risultato”. Dice Daniele Valsecchi segretario cittadino del Partito Democratico.
“Adesso serve una scelta chiara per il futuro della Corridoni: investire sulla scuola, migliorarla e restituire finalmente serenità alla sua comunità scolastica. Como ha bisogno di scuole, servizi, verde e spazi pubblici di qualità” sottolinea, infine, Elisabetta Patelli, per Alleanza Verdi e Sinistra, che torna a ricordare che nei piani del Comune la scuola dovrebbe essere sostituita da un autosilo. “Scuola o parcheggio – chiude – non è una contrapposizione simbolica: è una questione di priorità. Noi pensiamo che una città che guarda al futuro debba investire in una mobilità capace di ridurre, non aumentare, la pressione delle automobili nel cuore della città”.



