Ospedale di Menaggio, Bertolaso esclude la chiusura. Dubbi da Orsenigo

“Ho rassicurato i sindaci dell’Alto Lario, perché quando ci prendiamo in carico un problema lo abbiamo quasi sempre risolto e così faremo anche con l’ospedale di Menaggio. Stiamo lavorando con un programma che prevede il coinvolgimento delle migliori istituzioni lombarde, in modo da garantire a Menaggio la presenza di personale sanitario qualificato che possa garantire il funzionamento delle parti strategiche della struttura”. A dirlo è l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, e al centro resta il futuro dell’ospedale Erba-Renaldi. Se per l’assessore Bertolaso non è in discussione, tra i rappresentati del territorio non mancano i dubbi. “Penso che sia ancora sul tavolo l’ipotesi di chiusura dell’ospedale di Menaggio – commenta il consigliere regionale del Partito democratico, Angelo Orsenigo – Il tempo passa, viene chiuso il reparto di psichiatria, diminuito il personale del pronto soccorso, chiude la chirurgia. Poco alla volta l’ospedale viene smantellato nelle sue parti fondamentali, fino a quando ci diranno che al pronto soccorso non c’è personale a sufficienza”.

Resta il nodo della carenza di personale, discusso anche in occasione dell’incontro avuto in Regione tra assessori, sindaci e direttori sanitari del territorio. Regione, dice ancora Orsenigo, “ha puntato sulle case di comunità. Si sta facendo venire meno quei presidi ospedalieri importanti nei territori più difficili, come l’Alto Lago o la montagna, dove non ci sono gli stessi mezzi di trasporto delle grandi città. Sono presidi ospedalieri fondamentali e non si comprende quanto sia importante per quel territorio avere un pronto soccorso. Se a Menaggio e dintorni qualcuno si sente male, senza quell’ospedale è costretto ad andare a Gravedona o al Sant’Anna di San Fermo della Battaglia, percorrendo una strada – la statale Regina – che è spesso in balia del traffico e coinvolta nei lavori per la variante della Tremezzina. C’è in gioco la vita. Quel presidio ospedaliero anche se fa pochi numeri è essenziale per un territorio come Menaggio”, ribadisce l’esponente comasco del Pd.

Per il momento c’è un dato di fatto incontestabile: il fallimento del tentativo di partenariato pubblico-privato con due bandi andati a vuoto. Da qui la necessità di percorrere strade alternative per dare stabilità all’ospedale. Spunta ora l’ipotesi di collaborazioni con altri ospedali della cintura Nord di Milano per la gestione dei servizi e del personale. Un’ipotesi, dice ancora Orsenigo, sulla scia “di quanto fatto in Valtellina. Durante le Olimpiadi c’è stato un partenariato tra ospedale di Sondrio e il Niguarda, ma è stato un caso particolare. Complici i Giochi invernali e i fondi del Pnrr, è stato possibile creare un collegamento e una sinergia tra i due ospedali. Ora però vedo difficile instaurare un partenariato tra l’ospedale di Menaggio e le strutture dell’area milanese. Quale motivazione – si chiede Orsenigo – potrebbe avere il personale sanitario del Niguarda, per esempio, per dare assistenza a Menaggio? Non possiamo più utilizzare i gettonisti, ma dobbiamo pagare seriamente medici e infermieri. Non è vero che non ce ne sono più, ma vanno nella vicina Svizzera per stipendi e trattamenti migliori rispetto a quelli garantiti negli ospedali di confine”.

“Io sono un tecnico e parlo in nome e per conto di tutti i cittadini della Lombardia – replica Bertolaso – Se dico che il problema dell’ospedale di Menaggio lo risolveremo, i fatti nelle prossime settimane vedremo se daranno ragione a me o a Orsenigo”.

Occhi puntati quindi sul prossimo tavolo in Regione, fissato per i primi giorni di novembre.