Como, sgombero degli orti sociali di Rebbio. Fratelli d’Italia e Pd contro la decisione del Comune

Scadute le concessioni, sono stati sgomberati gli orti sociali di via Tettamanti a Rebbio, che permettevano soprattutto alle persone anziane di impegnarsi nelle attività di coltivazione di quei terreni. Immediate le reazioni delle opposizioni. “Al di là degli aspetti amministrativi legati alla scadenza delle concessioni, credo che una buona amministrazione debba sempre saper distinguere tra il rispetto delle regole e la sensibilità verso le persone”, è intervenuto il presidente provinciale di Fratelli d’Italia, Stefano Molinari, che si dice amareggiato per la decisione annunciata dal Comune. “Gli orti sociali non sono semplicemente appezzamenti di terreno. – dice Molinari – Per tanti anziani rappresentano un luogo di aggregazione, un’occasione per mantenersi attivi, coltivare relazioni, sentirsi utili e continuare a essere parte della comunità”. Gli fa eco il Pd di Como. “Gli orti erano un luogo dove si coltivavano ortaggi, ma anche relazioni umane, solidarietà e partecipazione. Perché non si è provveduto per tempo a pubblicare un nuovo bando per l’assegnazione degli orti? – si chiedono gli esponenti dem – Ma soprattutto: quale sarà il futuro dell’area?”.

Dopo la chiusura della bocciofila, dunque, ora tocca agli orti sociali. “Colpisce soprattutto il metodo. – dice Molinari – Dalle testimonianze emerse sembra sia mancato quel dialogo che dovrebbe sempre accompagnare decisioni che incidono sulla vita quotidiana di persone, spesso molto anziane, che da decenni si prendono cura di quegli spazi. Purtroppo questo episodio non è isolato. Como ha già assistito alla chiusura della bocciofila, altro storico punto di riferimento per molti anziani”.

Il presidente provinciale di Fratelli d’Italia chiede dunque al sindaco Alessandro Rapinese di “sospendere ogni iniziativa che porti allo sgombero definitivo e di aprire un confronto con gli assegnatari, valutando ogni soluzione possibile per salvaguardare un’esperienza che ha un valore sociale, umano e comunitario prima ancora che agricolo”.

“Se l’obiettivo è migliorare l’area, – concludono gli esponenti del Pd – i cittadini hanno il diritto di conoscere quali siano i progetti, i tempi e le finalità dell’intervento. Perché sostituire un luogo vissuto e curato con uno spazio abbandonato non sarebbe una riqualificazione, ma semplicemente una perdita per l’intero quartiere”.